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Mistero Bielsa il perdente di successo

di Tommaso Lorenzinidomenica 28 giugno 2026
Mistero Bielsa il perdente di successo

2' di lettura

Il Mondiale ha regalato ai sedicenti romantici più di una “favola” (definizione repellente) con la quale farsi belli e nella “lista di personaggi da incensare” costoro avevano naturalmente sottolineato l’ineffabile Marcelo Bielsa, l’allenatore che piace alla gente che piace. Un soggetto che: lascia la Lazio dopo due giorni di ritiro «perché Lotito non mi ha comprato i 7 giocatori promessi»; che accoglie sul portone di casa con una bomba a mano (disinnescata, si scoprirà) i tifosi del Newell’s infuriati per un ko 0-6 per farli fuggire; che entra in casa Pochettino alle 2 di notte per fare un test alle gambe del ragazzo, spiegando ai genitori terrorizzati che per portarlo al Newell’s doveva controllare bene; che fa installare un letto ortopedico in ufficio nel centro sportivo del Marsiglia per vivere e lavorare là dentro h24; che come regalo di nozze dà al difensore argentino Gamboa una videocassetta con tutti gli errori tecnico-tattici commessi in stagione.

Lampante dunque il motivo per cui sia sopprannominato El Loco, il pazzo, misterioso il perché della persistenza del culto di Bielsa: 1) in carriera ha vinto davvero pochino, se non tre campionati argentini, una serie B inglese e l’oro olimpico con l’Argentina (2004); 2) è un considerato un Vate ma non ha inventato nulla, il famigerato 3-3-1-3 lo hanno dimenticato anche i calciatori che lo facevano; 3) a forza di fare l’eccentrico e l’antipersonaggio (come le recenti foto atesta china per protesta: «Non sono un modello» spiega. Ce n’eravamo accorti...) è diventato ipocritamente personaggio. Sapendolo. In questo Mondiale a 48 squadre, dove passano agli ottavi anche le 8 migliori terze, il fiasco del suo Uruguay, eliminato senza appello (pari con Capo Verdee Arabia, ko con la Spagna), è la conferma del suo identikit: un perdente di successo. Qualcuno sarà già pronto a suggerirlo come prossimo ct dell’Italia...