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Jannik Sinner, la confessione sulle auto: "Nessuno può parlarmi o toccarmi"

di Lorenzo Pastugliamartedì 30 giugno 2026
Jannik Sinner, la confessione sulle auto: "Nessuno può parlarmi o toccarmi"

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Nel giorno in cui torna in campo per difendere il titolo conquistato lo scorso anno a Wimbledon, Jannik Sinner si racconta in una lunga intervista rilasciata al Telegraph, realizzata a Montecarlo dopo il trionfo nel Masters 1000 del Principato. Oltre al tennis, il numero uno del mondo apre una finestra sulla sua vita privata, parlando del rapporto con la famiglia, della passione per le automobili e dei progetti per il futuro.

Alla domanda se abbia mai sentito il bisogno di ripagare i genitori per i sacrifici fatti durante la sua crescita, Sinner offre una risposta che riflette i valori con cui è stato educato: "Ripagati? Credo che il regalo più grande sia il tempo che trascorriamo insieme. Andare a cena, fare una passeggiata, pranzare, per noi il denaro è sempre stato secondario”. I soldi, però, vanno gestiti con attenzione. Sinner ammette di concedersi pochi sfizi e individua nelle auto la sua unica vera passione: "Sono una persona molto attenta ai soldi. Le uniche due cose che mi sono comprato e che amo davvero sono le auto. Purtroppo, qui ho solo due posti in garage, ma due sono sufficienti. Che macchine ho? Non voglio parlarne. Una Ferrari? Sì, ok. Ma non sono il tipo che va in giro a ostentare. Mi piace l'auto perché mi fa sentire in una bolla. Nessuno può parlarmi o toccarmi".

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Il campione altoatesino affronta anche il tema dell'immagine, oggi legata anche alle collaborazioni con marchi di moda. "Essendo italiano, Gucci è uno dei marchi più importanti e mi piace imparare qualcosa sui vestiti durante i servizi fotografici… Ma io non sono uno che si veste elegante, tutto questo è del tutto secondario”. Infine guarda oltre la carriera agonistica. "Gioco per me stesso, non per i record. Se tutto finisse oggi? Sarei felicissimo. Dopo la mia carriera ci sarà un nuovo capitolo. Conoscendomi, non sarà nel tennis. Mi piacerebbe fare cose diverse".

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