"Io mi sono ca*ato addosso una volta. Era il giorno prima della gara, avevano aperto il campo gara per provarlo. Ero in Cina, secondo me il problema non è stata neanche l’acqua. C’erano ste bancarelle lì davanti che vendevano i pipistrelli morti da mangiare. Avevo mangiato male tutta la settimana. Eravamo in tanti in acqua, io ero davanti. Ho provato a prendere il largo, ma mi stavo sentendo male. Mi ricordo bene di essermi un attimo allargato, ma neanche troppo, 10 metri. E niente, mi sono tolto il costume, non ce la facevo più, stavo morendo". A raccontarlo, nell'ultima puntata della stagione di Jeantoneria Podcast, è stato Gregorio Paltrinieri, oro olimpico a Rio 2016.
Il campione italiano ha raccontato tutte le difficoltà che riguardano i nuotatori di fondo: "È anche abbastanza normale stare male durante le gare in mare: prendi botte, bevi, poi continui a nuotare. Tante volte la gente vomita, puoi avere un po’ di reflusso". Poi, sulle Olimpiadi brasiliane ha raccontato: "Volevano cancellare la gara in mare perché avevano trovato dei cadaveri sotto. Spesso c’è il rischio che l’acqua sia contaminata tante volte e noi ci buttiamo, proviamo". Mentre a Parigi: "Eravamo andati due anni prima sul campo gara. Ci hanno detto 'questo è il posto dove gareggerete' e c’era un gatto morto che galleggiava sulla linea di partenza".
"Ho nuotato nel porto di Tokyo, a Singapore, a Fukuoka. Tutti posti dove l’acqua è molto torbida. In mare può succedere di tutto, l’acqua può essere mossa. Puoi trovare una medusa che ti sbatte in faccia". Situazioni poco piacevoli, certo, ma dopo un po' "ci fai l'abitudine", dice Greg.




