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Schlein da Parenzo: "Meloni ossessionata", a cosa pensa dopo il weekend di violenze

lunedì 27 luglio 2026
Schlein da Parenzo: "Meloni ossessionata", a cosa pensa dopo il weekend di violenze

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Elly Schlein punta tutto sul campo largo. "Da settembre con tutta l'alleanza progressista affineremo un programma, ma non partiamo da zero, sono tre anni che facciamo proposte insieme e in Parlamento", come "il salario minimo", o "il congedo paritario". Ospite de L'Aria Che Tira su La 7, la segretaria del Pd racconta di aver "chiesto che si faccia un percorso partecipato, in mezzo alle persone", "quello che chiedo è: non facciamo un programma chiusi nelle nostre stanze, ma fra le persone". 

E per quanto riguarda gli avversari? La dem vede anche nel caso Roggero, il gioielliere condannato per aver ucciso due ladri e ferito un terzo fuori dal suo negozio, "una rincorsa a destra fra Vannacci, Meloni, Salvini e Tajani". E ancora: "Per il nostro ordinamento il bene vita ha un valore superiore al bene materiale. Si tratta di creare una proporzione: se l'aggressore ti sta puntando una pistola e sta minacciando la tua vita allora i giudici devono valutare la legittima difesa. Ma in questo caso, anche dai video, si vede che gli aggressori stavano fuggendo, non è una legittima difesa. C'è una rincorsa a destra per fare pressione sul Quirinale" per la grazia, "una pressione inaccettabile, ma noi abbiamo piena fiducia nel capo dello Stato". 

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Proprio sul capo dello Stato, ecco che si sofferma Schlein. Da tempo nei pensieri della sinistra, la dem ricorda che "la figura del capo dello Stato è un garante della Costituzione, super partes". Ma non manca di contestare la possibilità che al Colle non salga qualcuno vicino alla sinistra: "Come si può immaginare" che lo sia una "persona che in questo momento è a capo del governo e che guida una forza politica? Allora è evidente che non è questa la soluzione, ma soprattutto denota l'ossessione unica di Giorgia Meloni e della destra e cioè il potere andare al Colle e al contempo provare anche quando non ci riescono con le riforme a cambiare gli equilibri costituzionali". E pensare che alle parole pronunciate dal premier sul fatto di poter "superare tabù di un presidente non di centrosinistra", a scatenarsi sono stati sempre loro: i dem. 

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