Roberto Mancini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale, una scelta che ha permesso alla Figc di chiudere in tempi rapidi il vuoto lasciato dal naufragio della candidatura di Andrea Pirlo. Ma l'arrivo dell'ex c.t., che tradì la sua Nazionale per volare in Arabia Saudita, non basta a spegnere tutte le tensioni che attraversano il calcio italiano. Sul presidente federale Giovanni Malagò continua infatti a pendere un esposto che, se dovesse trovare conferma, potrebbe mettere addirittura a rischio la sua permanenza alla guida della Federazione.
A sollevare la questione è stato l'avvocato Renato Miele, che durante la corsa alla presidenza aveva contestato la regolarità della candidatura di Malagò. Il nodo riguarda un requisito previsto dallo Statuto Figc: per essere eleggibili bisogna risultare tesserati al momento della presentazione della candidatura. L'articolo 29 è chiaro: "Possono essere eletti o nominati alle cariche previste dal presente Statuto e dalle norme da questo richiamate, se in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura".
Nazionale, Mancini ct e Claudio Ranieri dt: Malagò cambia la nazionale
"Roberto Mancini è il ct della nazionale. Il tempo stringeva e io ho ritenuto che la persona giusta come ct ...Secondo quanto sostenuto nell'esposto, nell'Anagrafe federale non comparirebbe il modulo S400 riferito a Malagò. Si tratta del documento attraverso il quale viene formalizzato il tesseramento di dirigenti e componenti dell'organizzazione federale. L'assenza del modulo, se confermata, potrebbe aprire un problema giuridico sulla validità della sua elezione. La Figc, già nei giorni della candidatura, aveva ribadito la piena regolarità della posizione di Malagò. Tuttavia la magistratura sta verificando la documentazione per chiarire definitivamente la vicenda.
L'ipotesi di una decadenza resta, al momento, soltanto uno scenario teorico, ma avrebbe conseguenze pesanti. Dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo e la necessità di individuare rapidamente un nuovo commissario tecnico, un eventuale cambio anche alla presidenza riporterebbe la Federazione in una fase di profonda incertezza. Per questo, mentre Mancini è già al lavoro per rilanciare la Nazionale, gli occhi restano puntati anche sugli sviluppi dell'inchiesta che riguarda il numero uno della Figc.




