È bastata una fotografia scattata durante i funerali di Franco Baresi per accendere la curiosità dei tifosi. Tra gli ex campioni presenti a Milano c'era anche Dida e, nelle immagini, è saltato all'occhio il suo mignolo destro, piegato in maniera permanente. Non si tratta però di un vecchio incidente isolato, ma del segno lasciato da una vita trascorsa tra i pali. L'ex portiere brasiliano, protagonista dell'epoca d'oro del Milan con due Champions League, uno scudetto e il Mondiale vinto con il Brasile nel 2002, porta ancora oggi le conseguenze di migliaia di interventi effettuati durante la carriera. Quella deformazione, nota in medicina come "dito a martello" (mallet finger), è spesso il risultato di traumi ripetuti ai tendini e alle articolazioni.
Per un portiere le mani sono lo strumento di lavoro più prezioso e, allo stesso tempo, quello più esposto. Ogni parata significa assorbire l'impatto di palloni che possono superare i 100 chilometri orari, con continue sollecitazioni che nel tempo provocano lussazioni, fratture, lesioni ai legamenti e deformazioni permanenti delle dita. Dida non è affatto un caso isolato. Molti grandi numeri uno hanno convissuto con mani segnate dagli anni passati in porta. Come Haílton Corrêa de Arruda, l'ex numero uno del Botafogo — morto l'anno scorso a 85 anni — che accumulò fratture e lussazioni alle dita di continuo, trovandosi entrambi i mignoli piegati.
Franco Baresi, la piazza gremita figlia di una scelta che vale l'eternità
La marea di uomini, donne, bambini, vecchi e vecchissimi accorsi ieri mattina davanti alla Basilica di Sant’Ambrog...Nella lista, però, c’è anche l'inglese ex Chelsea, Rob Green, che raccontò come il suo mignolo destro fosse stato "lussato, rotto numerose volte" fino a deformarsi definitivamente. "Negli ultimi 10 anni della mia carriera ho sempre avuto un tutore per le dita all'interno dei guanti", spiegò in passato, aggiungendo che i produttori gliene avevano realizzato di speciali per proteggerlo durante le partite. Il dito storto di Dida, quindi, non è una semplice curiosità estetica. È il segno visibile di una professione in cui ogni intervento lascia un piccolo prezzo da pagare, spesso destinato a restare anche molto tempo dopo l'ultima parata.
Dida esteve presente na despedida de Franco Baresi, junto de outros jogadores gigantes do Milan.
— Doentes por Futebol ⚽ (@DoentesPFutebol) August 4, 2026
No detalhe, os dedos dele. Ossos do ofício. Um goleiro que nunca mais vimos igual com a nossa seleção.
Lembra outro lendário: Manga. pic.twitter.com/mvAus9toKO




