Sara Curtis senza filtri. A vent’anni, che compirà domani, mercoledì 19 agosto, la giovane azzurra non ha intenzione di nascondersi dietro frasi di circostanza e, intervistata da Repubblica, affronta anche il tema del rapporto tra il nuoto e il calcio. Il successo agli Europei di Parigi, con medaglie e record mondiali, l’ha messa sotto i riflettori, ma è davanti ai microfoni che Curtis conferma di avere una personalità altrettanto forte: ”Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha, ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti fatti sulle nostre discipline", dice la nuotatrice.
E poi arriva la frase che ha fatto discutere: "Non lo elemosino, ma un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner". Curtis racconta infatti di aver ricevuto messaggi anche da Marcell Jacobs e Mattia Furlani, mentre dal mondo del calcio non sarebbe arrivato lo stesso tipo di attenzione. Il pensiero, però, può riportare alla memoria alcune dichiarazioni di Gabriele Gravina dopo Bosnia-Italia: "Il calcio è uno sport professionistico, gli altri sono dilettantistici, facciamo rapporti su basi di equità. Gli altri sono sport di Stato, come quelli invernali: tolta Arianna Fontana, sono tutti dipendenti dello Stato". L’ex presidente della Figc aveva poi chiarito che non intendeva offendere gli sportivi delle altre discipline, ma riferirsi esclusivamente alle diverse situazioni normative.
Curtis non si è fermata al calcio. Sempre a Repubblica, parlando degli Europei di atletica di Birmingham disputati negli stessi giorni di quelli di nuoto a Parigi, ha lanciato un’altra frecciata, questa volta alle dirette televisive: "Che orgoglio, un po’ meno per le dirette streaming perché qualche volta si vedeva solo una gara o l’altra. Estate favolosa". Il futuro è di nuovo negli Stati Uniti, dove continuerà a studiare eallenarsi in Virginia. E il paragone con Federica Pellegrini? "È un paragone pesante, lei è l’atleta di questo sport, io spero di riuscire a fare la mia strada, ma è un accostamento che fa onore”.




