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L'ex stellina del Napoli ridotto a clochard: la foto sconvolgente sulla panchina

giovedì 20 agosto 2026
L'ex stellina del Napoli ridotto a clochard: la foto sconvolgente sulla panchina

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La sua storia triste a Napoli e non solo è nota da tempo: Pietro Puzone, ex stellina del Napoli degli anni Ottanta e migliore amico di Diego Armando Maradona, oggi vive in strada, da senzatetto, in un vortice di miseria e alcolismo. 

A riaccendere i riflettori sull'ex campione d'Italia 1987 è stato l'eco-attivista Alessandro Cannavacciuolo con un crudo post su Facebook. La foto di Puzone, addormentato su una panchina ad Acerra e visibilmente trasandato, accompagnata da parole forti. L'uomo aveva ferite alle braccia e alle gambe e solo l'intervento tempestivo del 118, attivato dal sindaco D’Errico e dagli assistenti sociali, ha evitato conseguenze drammatiche.

"Attualmente è ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori per le cure e gli accertamenti necessari – ha detto Cannavacciuolo - la situazione era davvero grave. Da giorni era sdraiato su una panchina sotto il sole torrido, continuava a bere. Non so quanto tempo ancora avrebbe resistito. Nel frattempo abbiamo avviato pure l’iter legale e sociosanitario per garantire a Pietro un percorso di recupero certo".

Ragazzo prodigio delle giovanili azzurre, il debutto precoce in Serie A nel 1982, poi un talento letteralmente gettato via. Per l'ala destra classe 1963 solo 9 presenze con il Napoli dei grandi, pochissime per quello che sembrava un predestinato. "Non ho saputo gestire il mio talento, ho perso tutte le occasioni. Ero sempre in giro di notte con Diego", aveva spiegato qualche tempo fa alla Gazzetta dello Sport Puzone, che in carriera ha giocato anche con Catania, Spezia e Ischia. "La vita mi ha presentato il conto. Ho trascorso anni oltre il limite. L’eccessiva popolarità, i guadagni facili, i vizi. Io e Diego giravamo i locali, ci divertivamo. Con lui sapevi a che ora uscivi, ma non quando tornavi a casa". 

"Prima di lasciarci, Diego mi ha detto una frase cui ripenso ogni momento: 'Pietro, devi salvarti'. Se adesso sono qui è anche grazie a lui", aveva detto dopo l'ennesimo tentativo di recuperare una vita normale. La partita è sempre più dura, ma non è ancora finita.