Manchester (askanews) - Il congresso del partito conservatore britannico a Manchester si era aperto nel segno delle tensioni nel governo legate al futuro della Gran Bretagna fuori dalla Unione europea, sulle modalità hard o soft della Brexit e sulla debolezza di Theresa May, a seguito della battuta d'arresto elettorale di giugno. Ma il ministro degli Esteri Boris Johnson, che prima del congresso aveva spesso attaccato la May con interventi molto duri ed espliciti in favore di una hard Brexit, ha messo la sordina alle critiche offrendo pieno sostegno al primo ministro. "L'intero paese è in debito con la premier per l'incrollabile fermezza con la quale sta guidando la Gran Bretagna verso un grande accordo sulla Brexit fondato su quel discorso di Firenze di cui il governo, posso assicurarvi, condivide ogni sillaba" ha dichiarato Johnson dal palco del congresso. A Firenze qualche settimana fa la May aveva annunciato un periodo di transizione di due anni per la Brexit dopo marzo 2019, durante il quale Londra continuerà a contribuire al bilancio della Ue e con gli accordi commerciali che proseguiranno nei termini attuali. Dichiarazioni che avevano sollevato forti preoccupazioni tra gli euroscettici che vogliono chiudere con Bruxelles il prima possibile, per sbarrare le frontiere all'immigrazione e sottrarre Londra alla vincolante giurisdizione della legislazione europea. Incassato il ramoscello d'ulivo offerto da Johnson, la May fatica comunque a ristabilire la sua autorità dopo l'elezione anticipata di giugno, che aveva indetto scommettendo sulla debolezza del partito laburista e che invece le è costata la maggioranza a Westminster. Per questo al congresso ha dovuto fare una severa autocritica. "Non abbiamo ottenuto la vittoria elettorale che volevamo perché la nostra campagna non è stata all'altezza. Era tutto troppo ingessato, troppo presidenziale e ha permesso ai laburisti di dipingerci come la scelta della continuità mentre l'opinione pubblica volava ascoltare un chiaro messaggio di cambiamento. Me ne assumo la completa responsabilità" ha concluso la May, "ho guidato io la campagna e sono molto dispiaciuta del risultato".



