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Roberto Vannacci traccia i contorni di Futuro Nazionale

di TMNewsgiovedì 5 marzo 2026
3' di lettura

Roma, 5 mar. (askanews) - Contatti seppure "sporadici" con il mondo dei Maga, intenzione di partecipare a qualche evento che ruota intorno all'area trumpiana, nessun legame con Putin nonostante le ottime relazioni intessute con Mosca quando ricopriva l'incarico di addetto per la Difesa alle ambasciate di Russia, Bielorussia, Armenia, Turkmenistan. Posizione chiara sulla guerra in Ucraina: si risolve accettando le condizioni della Russia. Roberto Vannacci traccia i contorni di Futuro Nazionale rispondendo per due ore alle domande dei corrispondenti stranieri a Roma, russi compresi, nella sede della stampa estera a Palazzo Grazioli.

Due ore di conferenza nonostante una sala non gremita anche perché in contemporanea alla Camera ci sono le comunicazioni dei ministri Crosetto e Tajani sugli aiuti italiani ai paesi del Golfo nel mirino dell'Iran dopo l'attacco di Usa e Israele a Teheran. È tanta la curiosità dei corrispondenti verso l'europarlamentare eletto con la Lega di Matteo Salvini con più di 500mila preferenze e poi uscito per fondare un partito tutto suo che in Europa è già andato più a destra di tutti i partiti del centrodestra italiano aderendo al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, lo stesso di Afd. L'ex generale annuncia che "il primo vagito di Futuro Nazionale sarà con l'assemblea costituente di giugno, probabilmente a Roma". In quell'occasione sarà presentato il programma. Il partito punta ai delusi dal governo Meloni che ha "tradito" e "infranto" alcuni "baluardi" della destra (ad esempio introducendo il nuovo reato di femminicidio o invitando Francesca Pascale) ma i partiti dell'attuale maggioranza restano "l'interlocutore naturale".

Ma è sulla politica estera che piovono domande. Quella su "dove ci ha portato la guerra in Ucraina, quale è il bilancio adesso e cosa può fare l'Europa" arriva dal corrispondente dell'agenzia russa Ria. Vannacci ribadisce che "la guerra in Ucraina ci ha portato a un disastro e chi ne paga le conseguenze sono gli ucraini e poi gli europei" e che "la pace giusta non è mai esistita: nella storia dell'umanità ho sempre visto la pace del vincitore". Ricorda che "oggi quasi il 20% del territorio ucraino è conquistato dai russi" quindi "bisogna accettare le condizioni russe". Ne snocciola tre da cui secondo il suo parere deve partire il tavolo negoziale: "la neutralità ucraina, non rinunciare ai territori conquistati militarmente, non dislocare in Ucraina i sistemi Nato". È lo stesso giornalista russo a chiedere cosa ne pensa l'ex generale della decisione del Cio di ammettere gli atleti russi alle paralimpiadi Milano-Cortina: "Sempre detto - risponde Vannacci - che sport e cultura dovrebbero rimanere fuori dalla politica, le Olimpiadi sono nate per far interrompere le guerre".

Interpellato sui suoi presunti legami con la Russia, l'europarlamentare le bolla come "farloccherie" della sinistra. E chiarisce: "Non sono filo-russo, non mi paga Putin, non ho la villa in Crimea. Le accuse di essere filoputinista mi fanno ridere, qualcuno ci campa, lo faccia, non mi disturba più di tanto". Vannacci spiega di aver "svolto al meglio" la funzione di addetto alla difesa che è quella "di avere relazioni col paese che ti ospita altrimenti me ne sarei stato a casa mia, è chiaro che avevo intessuto ottime relazioni. Era il mio lavoro. Dire che visto che avevo ottime relazioni con i russi sono filo russo è una narrativa infantile".

La corrispondente dell'agenzia Tass si presenta ricordando all'ex generale di aver avanzato diverse richieste di intervista. Poi gli chiede se alle prossime elezioni pensa di far parte della coalizione di centrodestra "e magari anche di migliorarla" sottolineando come abbiano "cose in comune ma anche divergenze ad esempio sulla crisi ucraina". È l'occasione per Vannacci di ribadire che "il supporto incondizionato in termini di armi ed economia all'Ucraina non porta bene all'Europa e che è meglio una sconfitta oggi che una disfatta domani. Vorrei portare questo pragmatismo all'iterno della coalizione".