Cernobbio, 26 mar. (askanews) - In Italia il contante lascia sempre più spazio ai pagamenti digitali, che entrano oramai stabilmente nella vita quotidiana. Oggi oltre il 64% degli italiani utilizza carta o smartphone ogni giorno, più volte a settimana; un'abitudine sempre più diffusa grazie soprattutto alla velocità e alla comodità di questi strumenti.
È quanto emerge dal Rapporto 2026 della Community Cashless Society di TEHA Group, primo Think Tank italiano privato e indipendente, presentato a Cernobbio il 26 marzo 2026 con le Istituzioni e le aziende della filiera.
L'intervista a Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House - Ambrosetti e TEHA Group: "Sono molto felice di avere rappresentato l'undicesimo rapporto della Cashless Community, oggi nella splendida cornice di Villa d'Este. Emergono dei dati straordinari, in negativo e in positivo. In positivo perchè abbiamo passato per la prima volta il mezzo trilione di euro di transato digitale nei pagamenti. Non era mai successo prima e quindi è in forte crescita. Anche la crescita delle transazioni pro capite di 180 ci portano in un percorso di sviluppo positivo della digitalizzazione dei pagamenti che vanno nella direzione della trasparenza dell'equità."
Anche le spese ricorrenti diventano sempre più digitali: bollette, affitti e ricariche vengono effettuate senza contanti in oltre il 75% dei casi. Intanto cresce anche l'utilizzo tra i più giovani: nonostante i dubbi e le preoccupazioni delle famiglie, aumentano i pagamenti con carta e smartphone tra gli under 18.
Le parole di Lorenzo Tavazzi, Partner and Head of International Development - The European House Ambrosetti: "La transizione cashless è in corso, sempre più i pagamenti alternativi al contante, digitali, carte di pagamento, wallet, sono al centro delle dinamiche di consumo di noi italiani. Il valore del transato cashless ha superato i 500 miliardi di euro, il che vuol dire che più di un euro su due di consumi è stato cashless. Sempre più diffusa l'accettazione, ma anche l'ecosistema di imprese e di servizi che oggi nel Paese valgono oltre 18 miliardi di euro e quasi 35 mila posti di lavoro. Abbiamo delle stime tale per cui questi posti di lavoro potranno aumentare di ulteriori 10 mila unità da qua al 2030, quindi una grandissima opportunità di modernizzazione del sistema Paese per beneficio di cittadini e imprese, per servizi di pagamento moderni, integrati ed efficienti"
La sfida dei prossimi anni sarà rendere questo sistema sempre più integrato, accessibile e uniforme, accompagnando cittadini e imprese verso un vero e proprio ecosistema dei pagamenti.



