Roma, 29 mag. (askanews) - "La dipendenza da nicotina è caratterizzata da un importante tasso di ricaduta e colpisce soprattutto le persone più fragili dal punto di vista socioeconomico. In Italia i decessi collegati al fumo sono in media circa 90mila ogni anno". Lo ha detto Fabio Beatrice, direttore del board scientifico dell'Osservatorio Mohre, intervenendo a Radar, format di Urania News. "Le principali riviste scientifiche internazionali indicano che la sigaretta elettronica è significativamente meno nociva rispetto al fumo tradizionale, soprattutto per l'assenza di combustione, e può rappresentare uno strumento utile nel percorso di riduzione del danno. L'approccio più realistico è proprio quello della riduzione del danno, mentre spesso si continua a puntare su strategie basate esclusivamente sui divieti. Esperienze come quelle della Svezia e del Regno Unito hanno mostrato una riduzione del consumo di tabacco combusto. Questo però non riguarda le politiche antifumo rivolte ai giovani: non si contrasta il tabagismo giovanile proponendo la sigaretta elettronica. Inoltre non condivido l'idea di finanziare la ricerca medica attraverso l'aumento del prezzo delle sigarette, perché i due aspetti devono restare separati anche per evitare possibili conflitti di interesse . Beatrice ha aggiunto: Nella direttiva europea sul tabacco attualmente in discussione si ipotizza il divieto degli aromi nelle sigarette elettroniche, mantenendo forse soltanto quello al tabacco. Non lo considero corretto. Abbiamo evidenze scientifiche che mostrano come gli aromi possano aiutare il fumatore nel percorso di abbandono".



