Roma, 11 giu. (askanews) - Ha preso ufficialmente il via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare "PMA per tutte", promossa dall'Associazione Luca Coscioni, a cui hanno aderito decine di associazioni. L'obiettivo è arrivare a 50.000 firme entro 6 mesi per il deposito in Parlamento. Volto della campagna è l'ex calciatrice di serie A e della Nazionale italiana, Alia Guagni, mamma single grazie a un percorso di PMA realizzato in Spagna, che in un video - realizzato dalla regista Cecilia Albertini - racconta la sua storia e afferma: "Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un Paese più giusto".
La proposta di legge modifica l'articolo 5 della legge 40/2004 sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), consentendo l'accesso alla PMA anche alle donne single e alle coppie di donne, oggi escluse dalla normativa italiana, che limita l'accesso alle tecniche alle sole coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi.
L'iniziativa si inserisce nel percorso che negli ultimi vent'anni ha portato alla progressiva eliminazione dei principali divieti della legge 40 attraverso le sentenze della Corte costituzionale. Oggi, dopo le decisioni che hanno reso effettivamente praticabili le tecniche di PMA, eliminato il di fecondazione di più di tre gameti e il divieto di fecondazione eterologa e consentito l'accesso alla diagnosi genetica preimpianto per le coppie portatrici di patologie genetiche, l'Associazione Luca Coscioni rilancia l'impegno per superare le discriminazioni ancora esistenti.
"Oggi in Italia il desiderio di avere un figlio continua a essere condizionato dallo stato civile o dall'orientamento affettivo delle persone. È una discriminazione che costringe ogni anno molte donne a recarsi all'estero per accedere alla PMA, e in altri casi a rinunciare o a ricorrere al mercato nero. La Corte costituzionale ha chiarito che non esiste alcun ostacolo costituzionale all'eliminazione di questo divieto e che spetta al Parlamento intervenire. Con questa raccolta firme vogliamo trasformare questa indicazione in una riforma concreta, affinché anche in Italia sia garantito un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni", dichiarano Filomena Gallo, segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni, e Francesca Re, coordinatrice della campagna "Pma per tutte".
"Dopo vent'anni di battaglie che hanno cambiato la legge 40 e restituito diritti a migliaia di persone, chiediamo alla politica di fare la propria parte. Non è accettabile che donne single e coppie di donne siano ancora costrette a spostarsi all'estero per realizzare un progetto di famiglia che potrebbe essere legittimamente realizzato anche in Italia", aggiungono.
Contestualmente al lancio della campagna, l'Associazione Luca Coscioni ha reso nota una mappa aggiornata sull'accesso alla procreazione medicalmente assistita nei vari Paesi europei, ricerca e studio curati dall'avvocata Alessia Cicatelli e visivamente elaborata da Alessandro De Luca, membri di giunta dell'Associazione Luca Coscioni.
In 13 Paesi, tra cui l'Italia, l'accesso alla Pma è vietato alle donne single e resta limitato alle sole coppie, in alcuni casi solo dello stesso sesso, in altri anche di sesso diverso. Oltre all'Italia: Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Lituania, Polonia, Principato di Monaco, Repubblica Ceca e Slovacchia prevedono l'accesso alle sole coppie eterosessuali. Mentre l'Austria e la Svizzera lo prevedono per tutte le tipologie di coppia, senza alcuna distinzione in base all'orientamento sessuale.



