Roma, 20 giu. (askanews) - Una donna chiude gli occhi mentre un giovane vestito da prete le impone entrambe le mani sulla fronte. Pochi istanti dopo, cade a terra davanti a decine di fedeli. La scena si svolge non in una chiesa, ma nello scantinato di un piccolo centro commerciale a pochi passi dalla vasta spianata del santuario di Fatima, uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati della Chiesa cattolica.
L'incontro fa parte di una serie di cosiddetti "ritiri di esorcismo" mensili che si tengono a Fatima e che hanno suscitato preoccupazione tra le autorità cattoliche, le quali affermano che operano al di fuori della supervisione ufficiale della Chiesa, per mano di sedicenti religiosi, e rischiano di sfruttare i fedeli più vulnerabili. Secondo Monsignor José Ornelas, Vescovo di Fatima-Leiria, è tutto molto chiaro:
"Questa persona (Francisco Marques) non è in comunione con la Chiesa. E questo è molto chiaro. È in questo senso che diciamo: 'non nel nostro nome'. Tutto qui. Significa anche che dobbiamo proteggere le persone affinché non vengano fuorviate dalla 'cartolina' di Fatima o dal riferimento al Santuario di Fatima in relazione a questo tipo di attività. Questo è molto importante perché può avere conseguenze particolarmente gravi per le persone vulnerabili."
Di recente, più di 100 persone attendevano il momento in cui Francisco Marques, 27 anni, avrebbe iniziato a imporre le mani sui partecipanti uno ad uno.
Indossando una tonaca nera e un colletto romano, Marques ha l'aspetto di un tradizionale ecclesiastico cattolico. Ma né il Vaticano né le autorità ecclesiastiche locali riconoscono il suo ministero, fondato nel 2006.



