A Roccavione, un paesino di 2.500 anime incastonato tra le Valli Gesso e Vermenagna, il mondo va proprio al contrario. A dieci chilometri da Cuneo, infatti, capita che il diavolo e l’acqua santa scendano a patti. E così, per governare il piccolo comune piemontese, Pd e Futuro Nazionale si trovino sulla stessa barca. O meglio: nella stessa maggioranza. E insomma: la realtà supera la fantasia. Perlomeno a Roccavione. Lì, Paolo Giraudo, 44 anni, è sindaco da giugno 2024. Ha vinto con una lista civica, senza simboli di partito. Allora era in Forza Italia. Ne è uscito a gennaio per aderire a Fratelli d’Italia. E a inizio agosto la svolta storica: se ne va con i vannacciani.
E ora è il primo sindaco della provincia Granda a essere iscritto a Fn. E fin qui tutto normale, soprattutto per noi italiani, abituati al trasformismo dai tempi di Giolitti. Il punto però è che nella maggioranza che sostiene Giraudo c’è pure Matteo Giordano, giovane esponente del Pd e da gennaio 2025 segretario del neonato Circolo dem «Borgo e Valli». Un bel pastrocchio. Epperò, capita anche che, a Roccavione, nessuno si stupisca. E anche la maggioranza non mostra scricchiolii. Al punto che a meravigliarsi di tanta attenzione da parte dei media nazionali è lo stesso Giraudo. «La mia era e rimane una lista civica, di cui fanno parte persone che hanno a cuore il futuro del paese e il benessere dei suoi abitanti» ci tiene a sottolineare. N«el comporla e nella gestione quotidiana del Comune nessuno è stato o è condizionato da ideologie e appartenenze politiche.
Ciò che alcuni vedono come contraddizione, come la presenza in amministrazione di un consigliere Pd, ne è solo una delle conferme». «Forse» aggiunge «in un mondo in cui tutto è una buona scusa per fare polemica, non è accettabile che due o più persone con un credo politico diverso vadano d’accordo e si impegnino insieme per il paese». «Ho aderito a Futuro nazionale e ne sono orgoglioso», sottolinea, «ma a Roccavione resto il sindaco dei miei cittadini e accetto senza problemi di essere giudicato sui risultati che otteniamo come amministrazione, grazie all’impegno della mia squadra». E il povero Giordano? A difenderlo ci pensa il Pd provinciale. Il coordinatore, Davide Sannazzaro, infatti non prova alcun imbarazzo. «Il segretario Pd di Borgo e Valli è stato eletto a giugno 2024 consigliere di Roccavione in una lista civica, su un programma di paese» puntualizza. Anche perché, spiega, all’epoca «Futuro Nazionale non esisteva nemmeno». E poi «a muoversi non è stato Giordano», ma il sindaco che ha «attraversato tre forze politiche». Per Sannazzaro, dunque, è lui «a dover spiegare la coerenza delle scelte». Poi certo, «sul piano dei valori, la distanza tra Pd e Futuro nazionale è totale. Ma perché non ci muoviamo per convenienza, non chiediamo a un amministratore di abbandonare gli impegni presi il giorno in cui, chi sta sopra di lui, cambia» partito per la terza volta. Insomma: Giordano non si tocca. E intanto, i vannacciani si scaldano. Il 27 e 28 settembre, Fn potrebbe infatti correre per conquistare il seggio da deputato lasciato libero dal forzista Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria a giugno. Il 24 agosto scade il termine per le candidature e per Vannacci e i suoi le suppletive calabresi potrebbero essere il primo vero test elettorale di peso.




