Ceuta, 31 lug. (askanews) - In pochi giorni 60mila persone hanno raggiunto Ceuta dal Marocco, una cifra pari al 70% degli abitanti dell'enclave spagnola. Almeno 43 migranti sono morti, molti dei quali annegati nel tentativo di attraversare il confine via mare.
Oggi il premier Pedro Sànchez è arrivato nella città autonoma, dove ha risposto alle domande dei giornalisti: "Parliamo del numero degli arrivi. Certo, è molto importante, ma vogliamo anche esprimere il nostro dolore per le vite umane perdute in questa crisi, sia sul lato marocchino sia su quello spagnolo, e nella città autonoma di Ceuta"
Sànchez ha definito l'arrivo di massa "un attacco" e "una violazione dell'integrità territoriale della Spagna". Ha collegato la corsa verso Ceuta a una lettura interessata, diffusa secondo lui dalle mafie, di una recente sentenza della Corte suprema.
La decisione stabilisce che chi arriva in Spagna via mare non può essere riconsegnato immediatamente alla frontiera. Da qui la falsa convinzione che raggiungere Ceuta a nuoto impedisca ogni successivo rimpatrio.
Madrid ha quindi annunciato una nuova barriera sul confine marittimo. "Abbiamo chiesto alla società pubblica Sasemar - ha detto Sanchez - in collaborazione con la Marina e, naturalmente, con la Guardia civile, di dispiegare boe lungo i frangiflutti, tra le altre misure, per rispettare la sentenza della Corte suprema e creare almeno una barriera di contenimento, una barriera fisica, almeno sul piano visivo, affinché, dal punto di vista amministrativo, si possa facilitare il rimpatrio alla frontiera, rispettando così la sentenza della Corte suprema".
Secondo il ministero dell'Interno, entro metà giornata 25mila migranti erano già tornati in Marocco, in parte spontaneamente. Non è stato precisato quanti fossero stati rimpatriati alla frontiera.



