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Tasse, bonus, casa, flat-tax e benzina: il piano del governo

di Benedetta Vitettalunedì 14 settembre 2026
Tasse, bonus, casa, flat-tax e benzina: il piano del governo

4' di lettura

Sono già diverse le idee avanzate dalla maggioranza per la prossima manovra economica, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2027. Si parla di ceto medio, giovani, ecoedilizia e caro carburant. In primis ad essere già pancia a terra sulla prossima legge di Bilancio, c’è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che naviga tra l’attenzione a tenere sotto controllo il debito - dopo il rialzo dei tassi da parte della Bce -, e gli aiuti al ceto medio e le politiche fiscali a favore dei giovani. E partiamo proprio dal rilancio della flat tax al 5% per aumentare in busta paga lo stipendio dei più giovani. In più l’esecutivo è già al lavoro sul riordino di una serie di bonus, e tra questi è arrivata l’idea lanciata dal vicepremier, Matteo Salvini, che vuole rivedere e riformare l’Isee.

FLAT TAX PER I GIOVANI
«Ci approcciamo forse all’ultima Manovra di Bilancio, con grande spirito di responsabilità, ma anche con la consapevolezza che dobbiamo, in un contesto così difficile, cercar di aiutare e promuovere lo sviluppo e andare incontro alle classi sociali e i ceti che fino a questo momento non hanno avuto l’attenzione che meritavano» ha dichiarato ieri il numero uno del Mef, intervenuto in videocollegamento alla festa dell’Udc. «Penso che gli aumenti di stipendio potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età».

Per ora è ancora da decidere tra i partiti di maggioranza l’età esatta che devono avere i giovani per usufruire dell’incremento in busta paga. «Ricordo il grande successo avuto dall’iniziativa del Governo di riconoscere una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno passato. Penso che questo successo possa essere trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende. Ovviamente» ha sottolineato Giorgetti, «serve la collaborazione dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare». Un’iniziativa quella della flax tax che pare piacere pure alle opposizioni che, già ieri, con Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, ha accolto con favore l’iniziativa ministeriale. «Questa misura pare una versione un po’ annacquata della proposta lanciata alla scorsa Leopolda. Rincuora constatare che dopo tanta inerzia, ora il governo abbia deciso di intervenire» ha affermato Faraone.

Ieri, sulla manovra, è intervenuto anche il vicepremier, Antonio Tajani (Fi): «Basta con troppe regole che non servono a nulla, che sono solo lacci e lacciuoli che accontentano i tanti burocrati di Bruxelles. E lo stesso vale per la nostra Italia. Abbiamo lanciato una campagna, andremo avanti, sarà uno dei temi fondamentali eliminare lacci e laccioli anche dalla nostra campagna elettorale» ha aggiunto Tajani.

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TROPPE REGOLE PER LA UE
«Quando parliamo di riduzione di pressione fiscale» ha poi precisato Tajani, «è una parola gemella di riduzione del fardello burocratico, perché di quello soffre oggi il nostro Paese». Il numero uno del Mef, Giorgetti, ieri è poi tornato a rivendicare che il governo ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale, sulla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità».Ecco che il ministro dell’Economia ha avvertito che «il recente aumento dei tassi d’interesse da parte della Bce, per contrastare l’inflazione, si traduce per chi è indebitato, come famiglie imprese e anche per lo Stato, in maggiori oneri. In questi momenti i cui i tassi aumentano si capisce quanto sia importante tener sotto controllo il debito, e avere la possibilità di riuscire a collocarlo e avere la fiducia di mercati e risparmiatori».

L’Italia ha oltre 3.200 miliardi di euro di debito e deve rifinanziare 385 miliardi nel 2026 e la disciplina di bilancio mantenuta dal governo è stata riconosciuta dalle agenzie di rating, elemento che Giorgetti ha rivendicato più volte, con orgolio, visti anche i successi che è riuscito a portato a casa. Visto che questa può essere l’ultima manovra di questo esecutivo, il ministro ha annunciato che farà «una sorta d’inventario delle misure adottate finora e di come hanno inciso, visto che c’è il rischio di duplicare misure su alcune classi di reddito ed escluderne altre».

E ha tracciato la direzione da prendere per dar vita per la Legge di Bilancio: «Vogliamo continuare a intervenire in modo selettivo e più possibile equo sulla riduzione pressione fiscale su alcune categorie. L’attenzione è tutta sul ceto medio, importante non solo in termini economici ma anche politici». C’è poi l'urgenza del caro carburanti con la benzina a 2,1 euro e 2,2 il gasolio. Lo sconto accise scade giovedì e l’esecutivo deve decidere se rinnovarlo o varare misure più mirate. Un’ipotesi è quella di un bonus una tantum di 100 euro sotto una certa soglia Isee.

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ECOBONUS E NUOVO ISEE
Nel frattempo, l’esecutivo studia il ritorno dell’ecobonus potenziato al 65% per infissi, pompe di calore e condizionatori, sistemi ibridi solare termico, schermature e cappotti. Il governo ipotizza uno sconto orizzontale: 50% per le prime case e 36% per le altre. Infine per il vicepremier, Matteo Salvini, la parola d’ordine sui bonus è redistribuirli: «Serve riformare l’Isee e mettere un tetto ai collezionisti di bonus. Ora serve ampliare la platea dei bonus. Altrimenti il ceto medio si avvicinerà sempre più allo scalino più basso della catena». E tra pochi mesi saranno assegnate 60mila case pubbliche» ha promesso Salvini.

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