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"Cinque Cadute" al Teatro Olimpico, a Vicenza il mito invade la città

di TMNewsmartedì 15 settembre 2026
3' di lettura

Roma, 15 set. (askanews) - A Vicenza i classici escono dal teatro e invadono la città. Il 79mo Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico si è aperto con "Cinque cadute - Piccola enciclopedia mitologica dei gesti proibiti", uno spettacolo itinerante - scritto e diretto da Michele Mori di Stivalaccio Teatro - che ha trasformato cinque botteghe storiche del centro in altrettanti piccoli palcoscenici.

Spiegano Sara Allevi, Anna De Franceschi, Michele Mori e Marco Zoppello di Stivalaccio Teatro: "Per aprire il ciclo dei classici di cui siamo, insieme a Federico Corona, i direttori artistici, abbiamo deciso, di fare un evento che fosse aperto a tutti, un evento che non solo fosse aperto, ma che coinvolgesse la cittadinanza. E quindi abbiamo preso cinque classici, cinque miti e li abbiamo rielaborati in stile popolare, che poi è lo stile che ci caratterizza, lo stile di Stivalaccio Teatro, e poi li abbiamo rappresentati in delle botteghe storiche di Vicenza. Ma non solo, abbiamo coinvolto dei cittadini di tutte le età ai quali abbiamo fatto un laboratorio e li abbiamo fatti diventare il coro di queste cadute, di queste buffonate".

Nelle cinque azioni sceniche agli attori di Stivalaccio si affiancano venti cittadini coinvolti attraverso una chiamata popolare e un laboratorio teatrale. "Sì, c'è stata proprio una chiamata pubblica, quindi abbiamo aperto l'evento a tutti i cittadini, si sono iscritti in tanti, hanno partecipato a un laboratorio e poi sono stati inseriti proprio negli spettacoli, nelle storie che raccontiamo. L'idea è quella che la comunità di Vicenza si riappropri di questo luogo, che è il luogo simbolo della città, e si riappropri non solo partecipando come spettatori, partecipando come parte attiva, quindi attraverso questo laboratorio, e partecipando mettendo a disposizione le botteghe storiche che caratterizzano appunto il centro storico di Vicenza".

Vicenza ha potuto così assistere a uno scpettacolo che ha riportato in vita alcuni dei più noti miti dell'antichità. "Quello che ci interessava era avvicinare questi miti a noi terrestri, quindi far vedere che anche il mito, che anche uno bello come Narciso a un certo punto inciampa, no? E quindi cade. Oppure uno intelligente come Dedalo però c'ha un figliolo Icaro che, insomma, sbaglia. Ognuno di noi sbaglia: Atteone è il più grande cacciatore, però anche lui sbaglia e si sofferma troppo, Pandora è la più bella, non è una dea, però è la più bella di tutti, però lei apre il vaso. Insomma, ognuno di loro ha combinato qualcosa, quindi ci piaceva questo renderli umani, questo avvicinarli a noi che ne combiniamo una dietro l'altra in questo mondo che ci fa inciampare in continuazione. Utilizzando però sempre il nostro linguaggio, che è partendo dalla comicità, il ribaltamento del mito attraverso la comicità".

La città ha accolto con entusiasmo l'apertura di questo nuovo ciclo del Teatro Olimpico. L'assessore alla Cultura Ilaria Fantin: "Siamo arrivati alla settantanovesima edizione del ciclo di spettacoli classici e ci arriviamo freschi perché abbiamo due novità: una è il fatto che la direzione artistica sia affidata ad una compagnia vicentina e questa è una cosa a cui tengo tantissimo perché abbiamo delle realtà importanti, lo diciamo sempre. Ma la seconda novità è questa e rientra proprio nelle peculiarità di Stivalaccio Teatro: hanno deciso di non affidare i classici solo al nucleo principale, che è quello che avviene dentro il teatro coperto più antico al mondo, ma di arrivare a tutta la città, abbracciando davvero tutti e oggi siamo qui girando per botteghe storiche di Vicenza e portando dentro appunto i miti che escono dal teatro e raggiungono tutta la città".