Roma, 15 ott. (askanews) - Ci sono le canzoni, la sua Napoli, l'infanzia difficile e il rapporto con il padre, la scalata dal basso: dalla prima band al concertone del 1981 davanti a 200.000 persone a piazza del Plebiscito. "Je so' pazzo", nella sale dal 15 ottobre, presentato alla Festa del Cinema di Roma (sezione Grand Public), racconta un Pino Daniele tra vita e carriera, famiglia e amore, con la prima moglie Dorina Giangrande (Mariasole Pollio),
ma soprattutto il cantante che ha rivoluzionato la musica, con il suo mix di blues, jazz e tradizione napoletana;
una musica che nelle sue intenzioni doveva essere libera. Ma ne racconta anche i dubbi, le scelte difficili di un ragazzo partito dai vicoli di Napoli. Una storia universale per il regista Nicola Prosatore:
"È la storia di un ragazzo che diventa un uomo e poi nel nostro caso anche un mito, oltre che un grande artista". "C'è la ricerca del proprio spazio, la ricerca della propria voce, una determinazione che ti porta anche a fare degli errori, perché il Pino che noi raccontiamo è un Pino umano e non l'abbiamo inventato noi: Pino Daniele ha fatto degli errori, è stato anche ruvido in certi momenti, come tutti gli esseri umani e questa cosa non confligge con la sua immagine né di artista né di santino, è un essere umano".
A interpretarlo è Massimiliano Caiazzo, volto noto al pubblico tv come il Carmine di "Mare Fuori", che si è trasformato anche fisicamente per il ruolo. "È diventato un mentore, inevitabilmente, o comunque un artista al quale guardi quando hai dei dubbi, come si fa con i grandi, perché l'ho trovato un artista con un coraggio importante". "Ci sono state tutta una serie di scelte fatte, non per assomigliare il più possibile a lui ma per cercare di coglierne il più possibile l'essenza, l'anima; quindi il corpo, la voce, il rapporto con la chitarra, il rapporto con la famiglia", ha detto l'attore.
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. 'Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce'" del figlio di Pino, Alessandro Daniele. Un film per far conoscere la sua poesia anche alle nuove generazioni. "Riascoltando i testi, sembrano composti appena sfornati, sembrano ancora caldi; sembrano, come accade secondo me a tutti i grandi artisti, ancora attuali, che non invecchiano mai, quindi io spero che rimanga la curiosità", ha detto il regista.



