Roma, 19 ott. (askanews) - Dopo l'endorsement del presidente statunitense Donald Trump al suo stretto alleato Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre, che si preannunciano molto combattute, il premier israeliano ha replicato al tycoon in un video diffuso dal suo partito, il Likud, promettendo, in caso di rielezione, di "eliminare la minaccia iraniana".
"Ha detto che porterà a termine questa missione insieme al sottoscritto. Ha detto: 'Non posso farlo con nessun altro'. Ma la nostra collaborazione, che ha già ottenuto grandi risultati, proseguirà per giungere all'eliminazione della minaccia iraniana nei prossimi due anni, o forse anche prima".
L'endorsement arriva a meno di due settimane dal primo voto in Israele dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 e mentre l'opposizione accusa Netanyahu di avere ignorato degli avvertimenti e di avere per questo una responsabilità personale nel massacro di Hamas. Tra gli accusatori c'è il suo principale rivale elettorale, Gadi Eisenkot, leader del partito di centro-destra Yashar ed ex capo militare, che in una conferenza stampa a Tel Aviv ha sottolineato:
"Ho un'immensa stima per il presidente degli Stati Uniti. Ha contribuito in misura significativa alla sicurezza di Israele e alla conclusione dell'accordo sugli ostaggi. Allo stesso tempo, Israele è un Paese democratico. Solo i cittadini israeliani possono scegliere il proprio leader e determinare il proprio governo".
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che Netanyahu sta "trascinando l'America in un'altra guerra".
"L'ultima volta che avete voluto 'finire il lavoro', l'Iran ne è uscito ancora più forte. Volete tentare di nuovo la fortuna? Fate pure", ha avvertito Araghchi su X.



