Doral (Florida) 21 ott. (askanews) - Da quasi due anni, la politica di espulsione e deportazione dei migranti irregolari messa in atto senza scrupoli del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha seminato dolore e paura e nelle comunità di immigrati. Quasi ogni famiglia ha qualche parente coinvolto nelle espulsioni, e in molti casi nei raid violenti dell'Ice, la polizia speciale di controllo dell'immigrazione che ha scatenato veri e propri rastrellamenti in tutto il Paese. Ora, con le elezioni di metà mandato (midterm) alle porte, molti elettori di origine ispanica che nel 2024 hanno contribuito a portare al potere Trump e il suo Partito Repubblicano dicono di averne abbastanza. "Ho votato per lui. E me ne pento", afferma l'imprenditrice Maria Fernanda Perez.
A Doral, nel sud della Florida - una comunità prevalentemente ispanica vicino a Miami che ospita anche uno dei club di golf di Trump - i residenti hanno spiegato che i timori per possibili retate hanno lasciato le attività commerciali senza personale e le aule scolastiche con meno alunni. Conosciuta come "Doralzuela", la zona ospita una numerosa popolazione venezuelana. Un barometro della forte oscillazione dell'opinione pubblica dei "latinos", tradizionalmente conservatrice soprattutto in Florida, a causa dell'enorme quantità di immigrati storici fuggiti da Cuba dopo la rivoluzione comunista di Fidel Castro.



