Torino, 22 ott. (askanews) - Un viaggio attraverso un continente che è anche un'Idea, oltre che uno spazio plurale. Su commissione di Intesa Sanpaolo il fotografo Luca Campigotto ha girato l'Europa per scrivere, per immagini, un racconto complesso e affascinante. Ora questo lavoro è diventato la mostra "Wandering Europe", alle Gallerie d'Italia di Torino.
"Il lavoro di Luca - ha detto ad askanews Antonio Carloni, vicedirettore delle Gallerie torinesi - sicuramente si inserisce nel panorama della riflessione sul paesaggio italiano che è un macro tema nella fotografia italiana. È chiaro che Luca, lavorando per noi per circa due anni, fotografando l'Europa che è un mondo fatto di tanti livelli che si sovrappongono in contemporanea, la storia, le incursioni politiche, le tre religioni monoteiste che poi in Europa si incontrano in tanti punti diversi, è stata un'esperienza per provare a parlare dell'oggi".
Le fotografie di Campigotto hanno una caratteristica comune, pur nella diversità dei soggetti, ed è l'esattezza, che le fa sembrare indiscutibili, quando invece sappiamo bene che il medium fotografico è sempre e comunque ambiguo. Ma si tratta di un'esattezza che riguarda l'esperienza dello spettatore, prima che delle immagini, che spesso sono paesaggi, anche molto celebri, ma toccano pure i temi dell'economia, della società, del clima.
"Lo facciamo con una fotografia che è da una parte accessibile a tutti - ha aggiunto Carloni - e questo ce lo dicono i numeri della mostra, il suo successo, dall'altra parte è estremamente complessa, perché poi se si leggono i testi di Luca, se si capisce il suo approccio da storico, tutto questo ci dà una visione molto ampia di quello che è il nostro continente ed è esattamente quello che serve alle Gallerie d'Italia, cioè raccontare un concetto in maniera accessibile e che tutti possano capire".
Quello che si capisce è anche il fatto che, per quanto piccolo, l'Europa è un continente pieno di storie e di distanze, attraversato dalle vite dei suoi abitanti, ma anche da un'idea di luogo che le fotografie di Campigotto, documentandolo, ce lo restituiscono nella sua presenza molteplice.



