Libero logo

Mauro Corona sconvolge la Berlinguer: "A 76 anni manca il vigore virile, così..."

di Roberto Tortoragiovedì 22 ottobre 2026
Mauro Corona sconvolge la Berlinguer: "A 76 anni manca il vigore virile, così..."

2' di lettura

Ormai ci siamo abituati al solito siparietto di È Sempre Cartabianca, il programma di Rete4 condotto da Bianca Berlinguer che approfondisce i temi d’attualità e politica. Il siparietto tra la conduttrice e l’ospite fisso, lo scrittore e alpinista Mauro Corona.

Quest’ultimo fa una grande rivelazione in apertura di programma, ammettendo di aver trovato l’amore: “Innamorarsi a 76 anni è una cosa molto dolce e poetica e da un lato è anche tragica e lei può intuire benissimo il perché”. La Berlinguer, tra il serio e il faceto, sta al gioco: “Oddio non lo intuisco, però se me lo dice lei ci sarà questa tragicità”. Corona, allora, le risponde nello specifico: “È la tragicità che non hai più il vigore virile, senta che poetica, il vigore virile dei 30, dei 40 e dei 50 anni e quindi c'è bisogno di una spinta”.

Dopo aver scherzato, però, lo scrittore torna a parlare degli scontri avvenuti lo scorso weekend a Milano e del corteo contro il caro vita degenerato. Gruppi di giovani, molti con il volto coperto, hanno lanciato pietre, bottiglie e transenne contro le forze dell'ordine, incendiato cassonetti e saccheggiato negozi nel centro, soprattutto tra piazza Duomo, via Mazzini e corso Vittorio Emanuele II. La polizia ha risposto con lacrimogeni e idranti.

Corona traccia un quadro dei protagonisti di tali violenze: “Sono ragazzi pieni di forza, esuberanza e sono insoddisfatti da questa società che un po' non crea loro spazi. Sono insoddisfatti da una società che promuove e propone sempre modelli griffati, modelli con le marche. Loro si sentono quasi inutili e però maturano dentro di loro una ribellione, un ‘basta, sono stufo, vorrei anch'io così’ e l'hanno sfogata in quella maniera che io non approvo assolutamente. Non è il modo di fare, sfondare vetrine, rubare oggetti di abbigliamento per averli pure loro. Io ho avuto le prime scarpe, me le ha portate il Vajont, avevo solo le scarpe di pezza e galosce di legno, ma non mi sono mai sognato di andare a spaccare una vetrina a Treviso, Udine o Belluno per rubarmi le scarpe”.