Libero logo

"Quanti pregiudizi sul pianto, ma è una forma di comunicazione"

di TMNewsmartedì 27 ottobre 2026
2' di lettura

Milano, 27 ott. (Askanews) - Nella crescita di un bambino, solitamente, ridere e piangere vengono considerati come due azioni opposte: la prima da stimolare a ogni costo, la seconda da fermare il prima possibile. Dal punto di vista neurobiologico, invece, ridere e piangere sono esattamente la stessa cosa: due valvole di sfogo naturali che l'organismo utilizza per scaricare un sovraccarico emotivo e ritrovare l'equilibrio.

"Quando un neonato piange e quando il genitore riesce a cogliere il bisogno che c'è sotto il pianto, quindi a che cosa sta comunicando il pianto, e risponde in modo adeguato a questo bisogno - ha spiegato ad askanews Martina Mazzoleni, psicologa dell'età evolutiva e psicoterapeuta - si stabilisce un legame più profondo di fiducia, di attaccamento e quindi questo garantisce la sopravvivenza di un individuo. Negli anni questa emozione è sempre stata un po' classificata come negativa, quindi si piange perché si è tristi o perché si è arrabbiati o perché si prova dolore. In realtà non è proprio così, nel senso che dietro al pianto ci possono essere tantissime emozioni diverse, ci può essere la gioia, l'entusiasmo, può essere la nostalgia, la malinconia. Però il pianto sostanzialmente è una forma grande di comunicazione".

Un altro aspetto della questione legata al pianto ha a che fare con le etichette che, ancora troppo spesso, vengono associate ai bambini, ma anche agli adulti. "Quando noi etichettiamo un bambino come piagnucolone - ha aggiunto la psicologa - cosa stiamo facendo? Gli stiamo proprio dando un'etichetta, gli stiamo dicendo: tu sei così. Quello che dobbiamo andare a cambiare è proprio una definizione dell'individuo, cioè noi possiamo andare a descrivere il comportamento che l'individuo fa, ma non quello che è, perché non possiamo ridurlo al piagnucolone. Non ci sono comportamenti, manifestazioni emotive da femmine o da maschi, da deboli, da forti, da giuste o sbagliate in generale, Ma se noi proviamo un'emozione e quell'emozione ci investe, ci travolge, è intensa e abbiamo bisogno di tirarla fuori in qualche modo e di trasformarla in un comportamento, allora il pianto può essere validato per tutti".

Per aiutare i genitori a scardinare i preconcetti sul pianto, l'azienda IMC Toys ha lanciato una campagna, chiamata "Cry Babies Revolution", che ha l'obiettivo di ribaltare la narrativa tradizionale e trasformare il concetto di piagnucolone in un indicatore di autenticità, sensibilità e intelligenza emotiva, al di là dell'età e di qualsiasi altro aspetto.