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Argentina, scontri davanti al Congresso sulla riforma del lavoro di Milei

giovedì 12 febbraio 2026
2' di lettura

Migliaia di lavoratori, mobilitati dai principali sindacati argentini, si sono radunati davanti al Congresso a Buenos Aires mentre il Senato discuteva una profonda riforma delle leggi sul lavoro, considerata un pilastro del programma economico “shock” del presidente libertario Javier Milei. La protesta ha paralizzato il traffico nel centro della capitale ed è degenerata in scontri con le forze dell’ordine. La polizia ha utilizzato idranti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, che hanno risposto lanciando pietre, bottiglie e bombe molotov. Il ministro della Sicurezza, Alejandra Monteoliva, ha riferito dell’arresto di due persone con l’accusa di aver aggredito agenti. I sostenitori della riforma attribuiscono a tasse elevate sul lavoro, a un sistema complesso di indennità di licenziamento e ai contratti collettivi nazionali – che limitano la contrattazione aziendale – la responsabilità di quasi vent’anni di stagnazione dell’occupazione privata.

Il disegno di legge in discussione prevede maggiore flessibilità per le imprese: limitazioni al diritto di sciopero, estensione dei periodi di prova durante i quali è più semplice licenziare nuovi assunti, riduzione del potere delle federazioni sindacali nella contrattazione collettiva e taglio delle indennità di licenziamento. Secondo il governo e le imprese, le nuove regole favorirebbero gli investimenti stranieri e stimolerebbero le assunzioni regolari in un Paese dove quasi la metà dei lavoratori è impiegata in nero. I sindacati e le forze politiche a loro vicine denunciano invece un indebolimento delle tutele contro i licenziamenti ingiusti, in un contesto economico segnato da frequenti crisi. Dopo il via libera del Senato, il provvedimento passerà alla Camera dei Deputati per l’esame previsto il mese prossimo.