Beppe Grillo pare non sia mai stato così presente nel Movimento 5 stelle. Da quando tre senatori pentastellati se ne sono andati per entrare nella Lega, il fondatore del M5s ha telefonato a Ugo Grassi, Stefano Lucidi e Francesco Urraro, nel tentativo di farli desistere. Invano. Però in questo modo è riuscito a contenere la fuga di altri 20-30 parlamentari. Il suo obiettivo è arrivare infatti a fine legislatura, quindi al 2023 ma vorrebbe almeno tirare fino 2021 quando si tornerà a votare per il Comune di Roma. Il piano di Grillo, rivela Il Giornale, non è mantenere la leadership di Luigi Di Maio. Ma di affidarla a Virginia Raggi. Leggi anche: "Basta caz***, voto no". Paragone, l'ammutinamento: sulla manovra crolla il M5s Sì, la Raggi, la tanto contestata - anche dai grillini - sindaca di Roma. Ora diventata la "pupilla" del fondatore. Gli indizi sono diversi: sia Grillo che la Raggi da mesi sono in rotta con Di Maio; entrambi non sopportano Matteo Salvini e soprattutto Grillo si è inventato un sito - cosefatte.it - in cui elenca tutti gli obiettivi raggiunti dalla Raggi. Insomma, Grillo sarebbe proprio tentato di lanciarla come capo politico del Movimento. Non sarà facile. La Raggi non è candidabile per la regola del doppio mandato. Certo, potrebbero esseri delle deroghe. Un parlamentare 5 stelle dice che "è difficile immaginare che la Raggi torni a fare l'avvocato". E ancora: "Beppe ha apprezzato la determinazione con cui la Raggi ha affrontato tutti gli attacchi che le sono piovuti addosso in questi anni".



