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La denuncia del Comitato olimpico palestinese: 1.100 atleti uccisi

di TMNewsvenerdì 13 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 13 feb. (askanews) - Sono 1.100 le atlete e gli atleti palestinesi uccisi dall'ottobre 2023, in oltre 3 anni di bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, a seguito dell'attacco del 7 ottobre di Hamas. Lo ha detto Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese durante la presentazione alla Camera dei deputati di un report che fa il punto sulla situazione drammatica dello sport nella sua terra, mentre sono in corso i Giochi invernali in Italia. Presente anche Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia.

"Sono molto felice di essere qui per parlare a nome degli atleti e delle atlete palestinesi e delle loro sofferenze", ha detto Rayoub in una conferenza stampa organizzata dal deputato e responsabile nazionale Sport del Pd Mauro Berruto.

Rayoub ha parlato di "chiare violazioni della carta olimpica, a partire dalla distruzione totale di tutti gli impianti e delle infrastrutture sportive a Gaza, la presa di mira di atleti e atlete, nonché di simboli sportivi palestinesi, uomini e donne".

"Fino ad oggi abbiamo contato 1.100 sportivi e sportive di sport individuali o di squadra che sono stati uccisi e un gran numero di questi sono stati presi di mira in modo evidente, abbiamo anche centinaia di atleti e atlete che sono ancora dispersi", ha elencato. Molte delle vittime sono giovanissime, fra i 6 e i 20 anni.

A questi vanno aggiunti "6.001 rimasti disabili a causa della guerra, di conseguenza immagino che a breve avremo la più grande delegazione alle Paralimpiadi, avremo un numero enorme di atleti per le Paralimpiadi".

Il comitato olimpico palestinese ha aggiunto che "sono state proibite tutte le attività sportive" su tutto il territorio e ha lanciato un appello perché tutta la comunità internazionale si faccia carico della questione. "Chiediamo che venga garantita la libera partecipazione degli atleti palestinesi alle competizioni internazionali, senza ostacoli, e la loro protezione da qualsiasi minaccia o molestia - chiedono i palestinesi - è il momento di stare al fianco degli atleti palestinesi, di proteggere lo sport e di piantare i semi della pace e della giustizia. Lo sport deve essere un ponte per la pace e una speranza per tutti".