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Penelope

Baraonna, la musica degli "angeli"

Travolgente show con Pino Insegno e un quartetto di voci speciali

14 Febbraio 2016

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Da ascoltare

Il quartetto musicale Baraonna

Ci sono Marcello Mastroianni e Gino Bramieri, il grande Renato Rascel e Alberto Sordi che balla il Tuca Tuca con Raffaella Carrà: poi dentro la tv in bianco e nero compare Pino Insegno che, all'improvviso, come per magia, viene catapultato indietro nel tempo nel mondo catodico degli anni '60, '70 e '80 con i suoi miti, gli sceneggiati del tempo, le canzoni di allora che hanno fatto grande la storia della musica italiana. "C'era una volta...Signore e signori buonasera" è il titolo del fortunato show che vede protagonista al teatro La Cometa di Roma il mattatore Pino Insegno con il celebre quartetto "Baraonna" qui in versione di angeli, non solo per le voci celestiali che li hanno resi famosi (vinsero a Sanremo il premio della critica e migliore arrangiamento nel 1994), ma per il ruolo di accompagnatori del protagonista Insegno nel magico mondo dei ricordi dei miti del passato.

Uno spettacolo che scorre veloce tra battute, gag, ironia, coinvolgimento del pubblico, sigle di cartoni animati, con gli "stacchetti" della ballerina Valentina Varone che non guastano. Poteva essere un azzardo metterlo in scena proprio nella settimana del Festival, invece nel magnifico teatro La Cometa, nel cuore della Città Eterna, ogni serata è stata un successo al punto da dovere replicare anche due volte nella stessa giornata. Come oggi: ultimo doppio appuntamento pomeridiano e serale in attesa di rimetterlo in scena più avanti. Pino Insegno ex Premiata Ditta si conferma in grande forma e pronto per un one man show in tv, ma fondamentali per la riuscita di "C'era una volta..." sono Eleonora Tosto, Daphne Nisi, Delio e Vito Caporale cioè i quattro Baraonna da applausi, simbolo delle contaminazioni musicali, insuperabili sia accompagnati dalle tastiere (Vito Caporale) sia a cappella.  

      

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Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.

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