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Fermiamo il saccheggio

Regionopoli, viaggio negli sprechi
Dall'Emilia alla Campania:
così divorano i nostri soldi

Non solo Lazio. Nella regione rossa bonus a tutti, a Napoli bruciano miliardi per i rifiuti. Poi la Calabria, la Puglia e la Sicilia dei record (negativi)

Regionopoli, viaggio negli sprechi
Dall'Emilia alla Campania:
così divorano i nostri soldi

"Poi è ovvio, non è che si possono mettere tutte le Regioni sullo stesso piano. Prendiamo l’Emilia-Romagna:  in quanto a servizi resi ai cittadini i parametri restano alti, peraltro è l’unica assemblea regionale - insieme con la provincia autonoma di Bolzano - a pubblicare in rete i conti dei gruppi consiliari. Non che i gruppi stessi costino poco nemmeno in zona Bologna: nel 2011 sono stati stanziati 4.976.000 euro - 2.326.000 per il «funzionamento» e altri 2.640.000 per il «personale». Era proprio da questi fondi che gli esponenti dei partiti - Movimento 5 Stelle incluso - attingevano per pagarsi interviste o comparsate sulle tivù locali: la Procura indaga per  peculato. D’altro canto, le maggiori critiche rivolte all’amministrazione di Vasco Errani riguardano un sistema di potere andato cristallizzandosi nei decenni intorno al partitone progressista e alle aziende “amiche”  - ogni riferimento alle cosiddette coop rosse non è casuale", spiega Andrea Scaglia su Libero in edicola oggi. Già, perché, ovvio, in questi giorni tutti gli occhi sono puntati sul Lazio dello scandalo. Ma non si possono dimenticare altri casi, come quello dell'Emilia dei bonus e dei rimborsi. Anche nel feudo rosso, infatti, tra "premi di risultato" e spese di viaggio i dirigenti e i consiglieri riescono ad arrotondare i lauti stipendi. I finanziamenti vengono concessi a pioggia, mentre gli ospedali vengono progettati sulle paludi. Il tutto mentre il governatore Vasco Errani attende di sapere se sarà processato.

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su Libero in edicola domenica 23 settembre

Il caso Campania - Passiamo poi al capitolo Campania: "Inutile dire che non è stata la prima volta - racconta Peppe Rinaldi su Libero in edicola oggi -. Il blitz dei finanzieri in consiglio regionale a caccia di fondi nella disponibilità dei gruppi politici utilizzati per fini personali, è l’ultimo di una serie che parte da lontano. A raccontarli tutti servirebbe un giornale ad hoc. Si consideri che le magagne giudiziarie che corrodono il consiglio campano si sono spesso intrecciate con quelle del comune, oltre ad essersi diffuse in una marea di enti collegati, società municipalizzate e Asl. La ragione è semplice: per circa 15 anni il potere si fermava dinanzi al moloch incarnato da Antonio Bassolino. Ed è proprio da qui che bisogna partire per sintetizzare le tempeste abbattutesi sulla Campania". Anche se la sintesi di tutti questi sprechi è un esercizio difficile. Si passa dai disastri del "Rinascimento" bassoliniano alla tragedia della munnezza: per i rifiuti è stato buttato via un miliardo di euro. Insomma, la recentissima inchiesta delle Fiamme Gialle sulla Regione è soltanto l'ultima di una serie infinta, che ovviamente non ha frenato gli sprechi.

Puglia e Calabria - Poi c'è il caso della Calabria, che spende, per esempio, la bellezza di 300mila euro per l'affitto di un ufficio che non usa più. E sempre in Calabria, le spese per il solo funzionamento dell'ente (stipendi locali e burocrazia) sono pari al 6,7% di quel che la Regione spende complessivamente in un anno. Vale a dire il triplo della Lombardia e più del doppio della Puglia. E parliamo proprio della Puglia, governata da quel Nichi Vendola che sogna di diventare leader della sinistra, magri premier: nella Regione si sprecano gli scandali legati alla sanità. Ma non è tutto. Una delle ultime determinazioni dirigenziali prevede, tra le altre, per i consiglieri l'utilizzo di Telepass e tessere Viacard, oltre ad altri benefit: iPad, computer portatile, telefoni, parcheggi gratis. La Puglia: terra di donne, tangenti e spese folli.

La Sicilia - Ultimo ma non ultimo il caso emblematico della Sicilia, dove la torta da spartirsi è enorme: ogni anno ammonta a 13 milioni di euro, una cifra mostruosa. Nella Regione - recentemente lasciata da Raffaele Lombardo che l'ha portata sull'orlo del default, della bancarotta - la vera casta siede sui banchi dell'assemblea regionale. Un esempio: il già citato Lombardo prendeva uno stipendio da 15.683 euro netti al mese. Era il presidente più ricco di tutti. Anche gli onorevoli non se la passavano male, con un doppio rimborso e trattamenti "super-lusso" per gli spostamenti e i trasporti (anch'essi rimborsati a cifre assurde). Per concludere, soltanto un'altra cifra (le altre le troverete sul quotidiano in edicola): in quattro anni i partiti rappresentati all'Ars (Assemblea regionale siciliana) ci sono costati 52,9 milioni di euro.

 

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Commenti all'articolo

  • milleottocentosedici

    02 Ottobre 2012 - 10:10

    l'avete dimenticata?

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  • ilpauroso

    26 Settembre 2012 - 17:05

    Qualcuno si ricorda, per sbaglio, dell'ex sindaco di Bologna che utilizzava il bancomat di un ente regionale e andava in vacanza o degustava costose e prelibate cenette in dolce compagnia? Qualcuno, poi, ha memoria del sig. Donigaglia creatore della coopcostruttori di Argenta (FE) accusato di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta e di un crac finanziario di 1 miliardo di euro che ha messo in mutande oltre 4000 investitori? oppure della cooperativa muratori di Reggiolo (RE)costretta a far fronte ad un debito di 150 milioni di euro che fa tremare 2700 investori e circa 200 dipendenti? e, per finire, lo scandalo della gestione delle zone terremotate? Nella Regione, a detta di chi ci vive, più progredita d'Italia, le incongruenze (mi scuso per l'eufemismo) regnano sovrane!! Saluti

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  • bruno osti

    26 Settembre 2012 - 12:12

    mi sa spiegare cosa c'entri Togliatti (con la T maiuscola, nome proprio di persona) in tutto questo? "... Io credo che tocca ai cittadini..." Che tocca? se lo scopre Tubini....

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  • ortensia

    25 Settembre 2012 - 21:09

    " Sempre meno scuse per i 'portoghesi' del bus: a breve per le linee di Tper(Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna) i biglietti si potranno fare anche col telefonino".E' una barzelletta? Ad onor del vero tutti i "portoghesi" che viaggiano a sbafo sugli autobus hanno il telefonino e lo usano in continuazione parlando ad alta voce tanto nessuno puo' comprendere la loro lingua. Di controllori se ne vedono pochi,hanno paura, qui ci vorrebbe l'esecito.A fare il biglietto saremo in due o tre. Ho il sospetto che anche questo Tper lo dobbiamo mantenere noi popolo bue con le tasse.

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