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La polemica

Ilva, Monti contro il gip: invia i ministri a Taranto per indagare

Corrado Passera e Mario Monti

Corrado Passera e Mario Monti

L'Ilva diventa un caso politico, con Mario Monti contro il gip Patrizia Todisco: il governo si è detto pronto a fare ricorso alla Corte Costituzionale contro la decisione del gip di sequestrare gli impianti di Taranto, bloccandone la produzione, e revocare la nomina dell'ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, attuale presidente dell'Ilva, dall'incarico di custode dello stabilimento. Di domenica invece è l'annuncio del premier di inviare a Taranto i ministri dell’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo Corrado Passera per un sopralluogo sul sito industriale siderurgico sotto inchiesta per disastro ambientale. I ministri andranno a Taranto già venerdì 17 per un primo esame. Monti poi, che resterà in stretto contatto con loro, ha intenzione di far esaminare il quadro giuridico della vicenda e di verificare di conseguenza gli spazi di azione che ci sono per il governo. 

Il ricorso alla Consulta -  "Partiamo dal presupposto che la tutela della salute e dell’ambiente è un valore fondamentale che anche il governo vuole perseguire e anche dal presupposto che noi rispettiamo le sentenze dei giudici. Però, alcune volte queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale": con queste parole il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, intervistato dal Gr1 Rai, ha annunciato la nuova iniziativa del governo. Il ricorrere alla Consulta per Catricalà non vuol dire scontro con la magistratura: "Noi contestiamo un singolo atto ritenendolo sproporzionato - tiene a precisare - noi abbiamo stabilito con un decreto legge in linea con un orientamento preciso del Tribunale della Libertà di continuare le lavorazioni che non sono dannose, che non sono nocive e nel frattempo cominciare seriamente la politica di risanamento. E abbiamo stanziato centinaia di milioni proprio per questo. Questo decreto legge resterebbe privo di qualsiasi valore se l’industria dovesse smettere di lavorare, se il forno si dovesse spegnere". E conclude: "Sarebbe un fatto gravissimo per l’economia nazionale, sarebbe un fatto grave non solo per la Puglia ma per l’intera produzione dell’acciaio in Italia".

Clini preoccupato - Al Corriere della Sera il ministro Clini si è detto "preoccupato che il piano di risanamento dell’Ilva adesso venga interrotto e si ricominci da capo con i contenziosi interminabili del passato". "Bloccare la   produzione - ha aggiunto critico nei confronti della decisione del gip Todisco - vuol dire chiudere lo stabilimento, c'è poco da dire. E io rancamente non la trovo la scelta migliore". Se "questa è un’emergenza ambientale, allora dobbiamo fare presto - ha aggiunto -. Questi sono problemi che non si affrontano con la carta da bollo o mettendo un custode giudiziario davanti ai cancelli di un impianto chiuso. L’Ilva - ricorda Clini - aveva dato un segnale concreto di collaborazione con le istituzioni e il tribunale del riesame bene aveva fatto a nomnare il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante custode degli impianti dell’area a caldo". Ciò, infatti, osserva il ministro, "voleva dire che l’impresa si assumeva la responsabilità diretta del risanamento, mettendo in campo le sue competenze e le risorse finanziarie necessarie. Ma adesso che il gip l’ha rimosso, cosa succederà? - si chiede Clini - Il risanamento degli impianti industriali va fatto da chi li conosce". E poi: "Se chiudiamo la produzione dell’Ilva, a parte la sorte dei 20mila lavoratori, chi fornirà l’acciaio per l’economia italiana? Chi ci guadagna? L’Italia ci perde, mentre alla finestra mi pare già di vedere i tanti competitori europei per non parlare dei cinesi, che ne trarrebbero di sicuro un grande vantaggio".

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • massimo1954

    13 Agosto 2012 - 16:04

    Dove sono tutti quei politici:Bersani in primis che quando Berlusconi voleva fare leggi a suo favore per bloccare i giudici e criticava la Magistratura dicevano che,"la Magistratura non si tocca"Ora,a tutti gli effetti,Monti è contro il GIP di Taranto e forse,sarebbe pronto a fare una legge ad hoc.Come al solito.due pesi e due misure.

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  • cagnonedocet

    13 Agosto 2012 - 16:04

    Da agenzie di stampa apprendo con stupore che il ministro dell'ambiente Corrado Clini ha fatto una figuraccia di incompetente, Lui ed il suo Ministero. Per primo ha dato l'autorizzazione integrata ambientale (4.8.2011) eccedendo nella richiesta delle misure da adottare, tanto è vero che il T.A.R. ha accolto il ricorso dell'ILVA. Dopo la decisione della Commissione Europea (8.3.2012) Clini ha riaperto la procedura affinché l'ILVA si adegui alle norme europee medesime senza accorgersi che la commissione medesima aveva precisato che le procedure dovevano essere riaperte non prima del 2016. Dopo questa "gaffe", e dall'alto dei suoi errori e di quello del Ministero che presiede, ha il coraggio di chiedere all'ILVA (Ferrante)di ritirare i ricorsi in atto. E che dire della GIP Todisco che revoca l'incarico di custode e amministratore delle aree ILVA l'ex prefetto Ferrante, nominato dal Riesame, e che rinomina il precedente curatore Tagarelli (con le competenze ?? di commercialista).

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  • gispo

    13 Agosto 2012 - 15:03

    La Todisco non ha fatto altro che applicare la legge che a suo tempo il governo stesso ha fatto.

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  • roberto19

    roberto19

    13 Agosto 2012 - 11:11

    La cosa che più colpisce il semplice cittadino? Anche il governo - che fa le legge - fa ricorso contro la sentenza di un giudice che l'applica. In Italia - per burocrazia - non si riesce mai a capire chi comanda.

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