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Guai di governo

Indagato per frode fiscale:
si dimette Zoppini

Il sottosegretario alla Giustizia lascia: "Ho massima fiducia nei pm"

Mario Monti

Il sottosegretario alla Giustizia del suo governo indagato per frode fiscale

Il sottosegretario alla Giustizia del governo Monti, Andrea Zoppini, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Verbania. L'ipotesi di reato contesta? Concorso e frode fiscale e dichiarazioni fraudolenta. Il colmo per il governo dei tecnici che ha dichiarato guerra all'evasione fiscale e che sta soffocando l'Italia con tasse e balzelli: avere un sottosegretario alla Giustizia indagato per frode al fisco e che secondo gli inquirenti avrebbe fatto transitare compensi in nero su conti esteri. A Zoppini è stato notificato un avviso di garanzia e un invito a comparire. Da par suo il sottosegretario si è dimesso e ha dichiarato di avere "massima fiducia nei pm".

"Fondi neri su conti esteri" - Secondo l'accusa, Zoppini - un noto avvocato e ordniario di Diritto privato all'Università Roma Tre - avrebbe fornito il suo aiuto ad alcuni imprenditori del novarese per realizzare una frode fiscale a carattere trasnazionale. Per questa sua consulenza, ipotizzano gli inquirenti, avrebbe ottenuto compensi in nero su conti esteri. Da qui sorge l'ipotesi di reato di dichiarazione fraudolenta.

Minacce di morte - La decisione di iscrivere Zoppini nel registro degli indagati è stata presa dalla procura piemontese dopo l'esame di documenti extracontabili della società Giacomini, un'importante azienda che produce rubinetti e impianti per il raffreddamento e di cui il sottosegretario sarebbe consulente. I documenti sono stati acquisiti dalle Fiamme Gialle nel corso di una verifica fiscale, nel corso della quale, inoltre, alcuni soci dell'azienda hanno presentato una denuncia per aver ricevuto minacce di morte da soggetti della stessa Giacomini: su questo secondo filone della vicenda indagano i carabinieri.

Le dimissioni - "Sono stato raggiunto da una informazione di garanzia - ha spiegato Zoppini - con riguardo a vicende delle quali mi sono occupato professionalmente alcuni anni fa. Ho piena fiducia nell’operato della Magistratura e ritengo di potere chiarire ogni aspetto che mi riguarda. Ritengo però che la situazione che si è creata sia oggettivamente incompatibile con la funzione di sottosegretario al Ministero della Giustizia. Per non pregiudicare, quindi, l’azione del Governo e del Ministro della Giustizia, che ringrazio per la fiducia che mi hanno voluto accordare, ritengo necessario rassegnare le mie dimissioni". 

Severino: "Piena fiducia" - Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha subito commentato le dimissioni: "Esprimo la piena fiducia e il mio profondo apprezzamento per il proficuo lavoro svolto dal prof. Andrea Zoppini in questi mesi di impegno in qualità di sottosegretario". La Severino ha aggiunto: "Ho accolto con dispiacere le sue dimissioni che, nonostante le mie insistenze, il prof. Zoppini ha ritenuto di dover confermare. Comprendo la sua esigenza di poter così far valere pienamente le proprie ragioni nella sede appropriata".

 

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  • angiolett

    16 Maggio 2012 - 13:01

    Titolo di oggi a tutta pagina: "Gli evasori fiscali sono al governo" indagato si dimette Zoppini. Praticamente secondo le IPOTESI DI REATO Zoppini in qualità di consulente avrebbe aiutato alcuni suoi clienti ad evadere il fisco, si è dimesso e probabilmente questo fa scandalizzare Libero. Peccato che quasi contemporaneamente viene RINVIATO A GIUDIZIO il sen. Landolfi per concorso in corruzione e truffa dove secondo l'accusa avrebbe favorito il clan dei casalesi ed ovviamente nemmeno un trafiletto. Vorrei complimentarmi con il direttore...il livello di indecenza a cui è ridotta una parte della stampa italiana è veramente scandoloso.

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  • gispo

    16 Maggio 2012 - 10:10

    Le sorti del ddl anticorruzione, come pensato dal ministro Paola Severino, sono sempre più a rischio. Nel giorno in cui iniziano le votazioni agli emendamenti e ai sub emendamenti all'articolo 9 (quello sulle pene e i nuovi reati) il Pdl mette in atto un vero e proprio ostruzionismo con interventi a raffica anche su questioni procedurali. In un'ora e mezza di seduta, le commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera, presiedute rispettivamente da Giulia Bongiorno (Fli) e Donato Bruno (Pdl), riescono a votare a mala pena un solo sub-emendamento (dietro insistenza di Bongiorno) respingendolo (si trattava di una proposta del Pdl Paolo Francesco Sisto per abrogare l'aumento del minimo di pena per il reato di peculato portato da Severino a 4 anni). A votare contro quel sub-emendamento sono stati Pd, Idv, Fli e Udc. La Lega si è astenuta. La relatrice Angela Napoli (Fli) e il governo (oggi c'era il sottosegretario Mazzamuto a fare le veci di Severino in visita ufficiale negli Us

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  • Marco_Aurelio

    16 Maggio 2012 - 08:08

    Com'era la "storiella" che questo giornale propinava ai lettori quando qualcuno muoveva "pesanti accuse" a qualche politicante della compagine berlusconiana?....innocente fino a sentenza definitiva....mi sembra così...sbaglio? In questo caso di Zoppini invece uscite con la "fanfara".....abbiate pazienza! Almeno questo si è dimesso da solo e immediatamente.....mentre qualche mese fa continuavamo a vedere "pascolare" tranquillamente in Parlamento gente che aveva un mandato di cattura sulle spalle!!! Pazienza....abbiate pazienza....!

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  • frank-rm

    16 Maggio 2012 - 08:08

    Porca miseria, le stesse situazioni del governo Berlusconi, con l'unica differenza che Zoppini è indagato per attività private e pregresse il mandato istituzionale.

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