Cerca

Al via il tour in camper

Renzi: "Chi ha votato Berlusconi venga da me"

Il rottamatore: "Chi ha votato Berlusconi venga da me". Poi l'attacco a Bersani: "Tu stai con i comunisti, così non governerai mai. Andate tutti a casa"

Matteo Renzi

Matteo Renzi

 

La campagna elettorale in vista delle primarie di Matteo Renzi è partita col botto, con un affondo durissimo contro i leader della sinistra: "Sono rimasti gli stessi forse per darci la certezza di qualcosa di immobile in un mondo che cambia. Oggi siamo qui per puntare un compasso e girarlo dall'altra parte - lancia la sfida il sindaco rottamatore di Firenze -: vogliamo dire che cosa ci immaginiamo noi per il nostro futuro e non vogliamo limitarci ad aspettare. Vogliamo crearlo ed essere protagonisti, perché lì sta la grande forza della sinistra". Poi l'altra bordata. Renzi si riferisce alla foto dei vari Diliberto, Vendola e Di Pietro, tutti insieme a presentare le firme per il referendum sull'articolo 18: "Ho visto le foto di questi personaggi, la foto del palazzaccio, l'immagine di una sinistra che non governerà mai". Il messaggio a Bersani è chiaro: tu stai con i comunisti, e con i comunisti perderai, sempre e comunque. Ma il vero colpo di teatro doveva ancora arrivare. Renzi ha spiazzato tutti, e in primis e il Pd, quando ha aperto a destra, ha clamorosamente strizzato l'occhio all'elettorato moderato guidato dal Cavliere: "I delusi da Berlusconi vengano da noi". Così, semplicemente, senza giri di parole, Renzi ha snocciolato una frase dalla potenza dirompente e che farà venire non pochi mal di testa nel Partito Democratico. L'obiettivo del sindaco rottamatore è evitare un governo come quelli guidati da Romano Prodi, che "ha vinto due volte le elezioni e due volte il centrosinistra lo ha mandato a casa. Vediamo questa volta se ci riusciamo a non ripetere quest'esperienza". E per riuscirci, a "non ripetere quest'esperienza", nel bel mezzo della lotta per la leadership che il Cav lo ha sempre odiato, Renzi ha lanciato un appello proprio ai berlusconiani.

Nessun simbolo del Pd - E' iniziata così, a Verona, alle 11.47 del 13 settembre 13 settembre 2012, la sfida lanciata da Renzi a Pierluigi Bersani. Significativo il fatto che né sul camper né sul palco di Verona si è visto il simbolo del Partito Democratico. Le parole d'ordine del rottamatore sono "emozione" e "speranza". Renzi è arrivato a Verona con qualche minuto di ritardo, ed è così saltato l'incontro col sindaco leghista Flavio Tosi. Ma Renzi non ha perso tutta la carica con cui mira a distruggere la nomenklatura di sinistra: "Quando il centrosinistra rifiuta la logica del catenaccio e prova a giocare all'attacco, allora rischia di farcela, rischia di imporre il futuro all'Italia", rilancia la sua sfida. Quindi un altro colpo basso ai leader: "Noi siamo i primi che possono candidarsi senza portare la giustificazione. Perché mentre gli altri erano in Parlamento, noi eravamo all'asilo. Dobbiamo cambiare i prossimi 25 anni, il futuro dei nostri figli. La nostra scommessa di oggi è riportare la prospettiva del futuro. Non veniamo dal pianeta delle chiacchiere: siamo sindaci, siamo amministratori".

La candidatura - E se ancora non fosse stato chiaro, Renzi ha ufficializzato la sua candidatura alle primarie del centrosinistra: "Annuncio ufficialmente la mia e la nostra candidatura a guidare l’Italia per i prossimi cinque anni", ha detto dal palco della convention di Verona. "Se si vince - questa ipotesi la considerano poco ma faremo di tutto per fargli cambiare idea - non si tratta di cambiare il partito, si tratta di cambiare l’Italia". Poi il sindaco ha assicurato che, in caso di sconfitta, sosterrà Bersani: "Se si perde si fa quello che fanno le persone serie, non ci si inventa l'ennesima formazioncina di serie Z, si dà una mano a chi ha vinto, perché la sconfitta fa parte del gioco e la vera sconfitta è non provarci". Dunque ha insistito: "Saremo in prima fila a dare una mano a chi ha vinto".

"Siamo stati umiliati" - Le bordate contro il Pd non sono però certo finite. Renzi ha definito "un'umiliazione" il fatto che lo scorso anno, alla caduta del governo Berlusconi, sia stato chiamato a governare Mario Monti e non il Pd. "Essere democratici è anche un’umiliazione quando il governo degli altri va a casa e nonostante tutta la buona volontà il tuo gruppo dirigente non riesce a trovare una proposta credibile". Per questo, ha ricordato, "il Presidente della Repubblica è stato costretto a chiamare un tecnico per quello che era il tuo ruolo".

 

 

 

Verona, Italia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • polopoli

    16 Settembre 2012 - 09:09

    DAVVERO PAURA DI PERDERE. RENZI PUO Anche essere antipatico ma il problema è che alcune delle cose che dice sono, incontestabilmente, vere. non e forse vero che Bertinotti fece cadere Prodi? Non è forse vero che Il PD alleato cin l estrema sinistra avrebbe vita difficilissima , posto he riesca a vincere? Come si fa a tenere insieme l estrema sinistra e Rosy Bindi? Perche invece di demolire Renzi non si prova a fare proposte concrete, magari seguite da Fatti, sui punti sui quali il Fiorentino ha ragione? Abbassiamo subito stipendio e numero dei parlamentari? Eliminiamo il 75% delle scorte compresa quella a DE Mita (???), magari cosi si riesce a intrappolare due piccioni con una fava: Grillo e Renzi.....

    Report

    Rispondi

  • guidoboc

    14 Settembre 2012 - 20:08

    Ma per D'Alema , Bersani, Bindi, Fioroni , Franceschini , accidenti, dalla padella, nella brace

    Report

    Rispondi

  • UNGHIANERA

    14 Settembre 2012 - 18:06

    Spiegami scienziato della parola,ma che differenza fa per te se uno sa scrivere un concetto con conoscenza grammaticale o meno? Elaborare un concetto è l'azione più importante,e un interlocutore intelligente come te non dovrebbe sottolineare la carenza grammaticale altrui,ma,si dovrebbe attenere al concetto con il quale confrontarsi!Dimostreresti non solo intelligenza,ma anche cultura,quella vera,la cultura del rispetto per gli altri. Sottolineando i difetti degli altri,e usare il tuo punto di forza(la grammatica)come base sulla quale confrontarti,ti rende gretto.E'come tu non lo sapessi,che pur non parlando la stessa lingua,può nascere uno scambio culturale anche tra razze diverse!Il linguaggio dei gesti,o dei disegni rupestri è stato l'inizio di tutto e per tutti!E poi,uno scienziato come te dovrebbe saperlo che molti grandi uomini e persino nobel della letteratura avevano,scolasticamente parlando, acquisito il solo diploma!Adesso togliti la merda da sotto il naso e ricomincia!

    Report

    Rispondi

  • INCAZZATONERO69

    14 Settembre 2012 - 14:02

    E chi lo avrebbe capito? Lei? Un fallito che si agrappa alla forma più che alla sostanza?Classico esempio di mezz'uomo di sinistra.Le dò un consiglio gratuito;impari a fare l'uomo, provi a crescere, lasci stare le fregnacce,conduca una vita tranquilla perchè quella che conduce attualmente e una vita di merda.Provo anche una certa compassione per un poveraccio come lei, uno che sostanzialmente vive all'ombra di qualcun'altro,lasci perdere il "voto per il compito di grammatica" e si concentri sulle sue responsabilità di cittadino,che sono l'esatto contrario di quello che fà attualmente.Già,sono sicuro che lei preferisce guardare nella toppa della serratura delle case altrui, visto che nella propria c'è una montagna di merda,quindi preferisce negare piuttosto che fare mea culpa.Faccia del suo meno peggio come cittadino, si assuma le sue responsabilità,insomma faccia l'uomo e non beva prima di sparare sentenze a cazzo di cane,si disintossichi dal marxismo e vada a fare in culo.Cordialmente

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog