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La grande crisi

Uscita dall'euro, anche la Merkel ha un piano B. E Monti che fa?

Svelata l'esistenza di una task force tedesca per studiare l'exit strategy. Ma è l'Italia il paese europeo che rischia di più
Uscita dall'euro, anche la Merkel ha un piano B. E Monti che fa?

 

di Antonio Spampinato

«Grexit», ovvero, la Grecia esce dall’euro. Uno scenario nefasto ma tutt’altro che impossibile. L’Europa ha rotto il tabù già da qualche mese, aprendo alla possibilità del ritorno alla dracma, una volta visto che le sue banche, dopo aver drasticamente svalutato i titoli ellenici in portafoglio, sono sopravvissute all’impatto. Una prima prova generale andata bene, non vuole però dire che le conseguenze sarebbero automaticamente sotto controllo. L’ultimo euroburocrate ad aver cantato il De profundisad Atene è stato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker. L’uscita della Grecia dalla moneta unica, ha detto, è «tecnicamente» possibile, nel caso in cui «la Grecia violasse tutte le regole e non rispettasse nessun accordo», ma i rischi politici sono «imprevedibili». Anche quelli economici, ovviamente. 

I costi per l’Europa - A fine maggio la Federazione internazionale delle banche (Iif) aveva stimato in oltre 1.000 miliardi i costi che l’intero sistema europeo potrebbe dover pagare nel caso di un “licenziamento” di Atene dal club dell’euro. Una stima per ampio difetto, hanno commentato molti osservatori. A questi andrebbero aggiunte le perdite che le economie mondiali subirebbero da un’Europa in ginocchio, a partire da quella statunitense. Tutti sperano in una soluzione a lieto fine, falchi tedeschi e speculatori a parte. Non farsi spiazzare dagli eventi è però essenziale per riuscire a sopravvivere al day after. I governi della zona euro «sarebbero stupidi» se non pensassero ad un piano d’emergenza nel caso in cui le iniziative per risolvere la crisi dovessero fallire, tanto per citare il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Lo ha detto una settimana fa, commentando le indiscrezioni su un piano già pronto della Finlandia in caso l’euro affondasse. Ma Schaeuble parlava di Berlino. Lo ha smascherato ieri il «Financial Times Deutschland». Per il quotidiano finanziario la Germania ha istituito una task force guidata proprio dal ministro delle Finanze. Persino la Cina ha pronto un piano d’emergenza.

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su Libero in edicola oggi, sabato 25 agosto

 

 

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Commenti all'articolo

  • vin43

    26 Agosto 2012 - 13:01

    Altro che il «cucù» di B. alla Merkel o il risolino di Sarkò. Monti ha proclamato: «Abbiamo convinto la Merkel» alla fine di giugno in concomitanza con la vittoria dell’Italia sulla Germania ai campionati europei. Euforia fuori posto. Infatti, le «furie rosse» spagnole ci affibbiano 4 goal alla finale e la Merkel fa sapere a Monti: «Non hai capito niente, quello che abbiamo detto era tutto già scritto». Che cosa era scritto? Era scritto nel MES (Meccanismo Europeo di Stabilità): «Qualora uno stato ricorra al fondo “salva-stati”, perde la sovranità nazionale». Per di più a questo fondo l’Italia partecipa con ben 125 miliardi di euro sui 700 totali. Per di più, ancora, «ready cash». Bravo Monti, millantatore di merito fasullo.

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  • bellissimo

    26 Agosto 2012 - 10:10

    Come si può pensare di avere un piano B,se,dalla fine della guerra,l'Italia non ha mai avuto nemmeno un minimo piano A???

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  • sempre-CDX

    25 Agosto 2012 - 23:11

    mi associo a NON dare il mio lato B .........

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  • INCAZZATONERO69

    25 Agosto 2012 - 21:09

    Di riflesso lo ha dato ai germanici ed alle banche...il lato B.Io il mio non voglio darglielo...e voi,miei stimatissimi compatrioti?

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