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I conti non tornano

Consumi al palo e la Bce non può far nulla: ecco perché la manovra è inevitabile

Consumi al palo e la Bce non può far nulla: ecco perché la manovra è inevitabile

La manovra correttiva bussa ai conti del nostro Paese. Inutile negarlo, l’economia dopo un timido tentativo di ripresa, ritraccia e a dirlo sono ormai tutti gli osservatori internazionali. Ultimo ad accettare la verità dei fatti il premier Renzi, mentre Padoan tace e appare sempre più teso. Renzi, abilissimo com’è nel garantirsi consenso, punta ad evitare una manovra correttiva che gli incrinerebbe la credibilità, e da una parte spera nei Santi dell’Italia, che sono una miriade, e dall’altra, in maniera più concreta, punta alle elezioni anticipate il prima possibile per avere una sua maggioranza parlamentare dominatrice. Ma il portafoglio dei quattro quinti degli italiani langue, gli under trenta ce l’hanno sottilissimo, gli over 60 vivono in maggioranza assoluta con pensioni da povertà, e il resto dei cittadini appena può risparmia perché guarda al futuro come a una scommessa, in cui però Renzi si è posizionato come uno straordinario illusionista che ha saputo catturare la parte di popolazione tra i 30 e i 60 anni (gli 80 euro proprio a loro sono andati).

Adesso, però, gli scricchiolii economici crescono, i fondamentali del Paese restano tra i peggiori d’Europa. In Spagna, ex cenerentola, il Pil quest’anno crescerà tra l’1,2 e l’1,5%, il nostro tra lo zero e lo 0,2%. I comparti guida, costruzioni e automotive, nel paese iberico sono in pieno rilancio, mentre da noi edilizia e infrastrutture sono al palo: la perdita in 6 anni ha il segno meno per 60 miliardi di euro, oltre 70 mila imprese sono defunte, 400 mila posti di lavoro azzerati. I mesi passano e nulla si muove. L’automotive accenna a timide riprese nelle vendite, ma manca la Fiat degli anni ’80 che, nella ripresa, trascinava con se l’indotto e l’occupazione. Gli altri comparti che hanno nell’export il “core” cominciano a risentire del rallentamento delle economie forti, Usa, Cina, Germania, e così gli ordinativi calano e sono i dipendenti a farne le spese e quindi, a ricaduta, la fiducia e i consumi interni.

L’autunno porterà ulteriori peggioramenti, le scadenze tributarie, da metà novembre a metà dicembre, peseranno come un enorme zavorra sui consumi, nel frattempo partite Iva di piccole dimensioni e pensionati non avranno ricevuto nulla di quanto promesso da Renzi, che fa già un enorme fatica a confermare gli 80 euro per il 2015 a chi li ha concessi. Il Matteo nazionale nelle ultime uscite ha buttato in campo i 300 miliardi di euro che saranno concessi dalla Bce alle banche italiane e saranno utilizzabili, così ha detto Draghi, solo per finanziamenti a famiglie e imprese. Auspicabile intento, peccato che nell’ultimo mese i crediti spazzatura, sono arrivati a quasi 170 miliardi di euro e che questi crediti siano essenzialmente imputabili alle pmi, alle quali potranno essere concessi nuovi affidamenti solo nel caso dispongano dei rigidissimi requisiti imposti dalla stessa Bce attraverso Basilea 1, 2 e presto 3. Le banche vi si atterranno scrupolosamente e concederanno molto meno di quel che pensa Renzi, della manna fornita dalla Bce.

La situazione, non solo per rispettare i parametri europei, imporrà quindi una manovra straordinaria per poter far fronte alla cassa integrazione straordinaria da finanziare e per il pagamento dei debiti della PA. Poi ci sono gli impegni per le ristrutturazioni delle scuole, la ricerca da rifinanziare, gli esodati da sanare. Renzi avrebbe potuto fare meglio se, invece di puntare essenzialmente sulle riforme costituzionali, avesse lanciato un piano Marshall per l’economia, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, concedendo detrazioni fiscali a chi acquista beni durevoli o investe nelle imprese produttive insediate in Italia. Ma nessuno di questi tasti è stato toccato e adesso l’amaro calice della manovra è prossimo a dover essere ingoiato, elezioni anticipate o meno.

di Bruno Villois

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Commenti all'articolo

  • g.trimboli

    05 Agosto 2014 - 23:11

    Non capiscono niente di economia sia Renzi che Padoan e così tutta la sinistra.

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  • Spyros

    02 Agosto 2014 - 06:06

    L'italiani quando lo hanno votato in massa pensavano a un Santo Salvatore ? Ma le banche non davano soldi in tempo di pace o li davano a tassi da usurai ,figuriamoci oggi con le povere piccole aziende in rosso. Quel PAGLIACCIO di RENZIE vi fa fare solo figuracce in Europa,e si questo vi darà il colpo finale.

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  • g.risica

    29 Luglio 2014 - 10:10

    Dovete tagliarvi gli stipendi del 70/% per equipararvi alla media EUROPEA

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  • irucangy

    29 Luglio 2014 - 07:07

    Leggo tra i commenti: Eliminare la Corruzione, abbassare la spesa pubblica, tutte fregnacce. Certo, la corruzione va eliminata, gli sprechi pure, ma questa roba e' come il fischietto per le allodole che viene usato per i gonzi. Il vero problema e' il cambio euro dollaro che deve scendere del 30%, la Bce che deve stampare moneta (aumentando l'inflazione) e i trattati europei che vanno stracciati.

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    • sergiofurioso

      01 Agosto 2014 - 10:10

      condivido pienamente, non esistono altri rimedi,se il governo continua a tassare rischia di trovarsi contro, una vera rivolta sociale

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