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Aumentano le sofferenza

L'euro ha impoverito solo gli italiani
Perfino Grecia e Portogallo sono cresciute

Dall'introduzione della moneta unica il reddito pro capite a parità di potere d'acquisto è cresciuto ovunque tranne che da noi

Euro e yen

Euro e yen

l malato migliora, dicono gli investitori internazionali che convergono sui titoli di Stato, le azioni e pure i debiti di casa nostra. Ma, a giudicare dai sintomi non si direbbe. Prendiamo, tanto per cominciare, il dato delle sofferenze bancarie, cresciute in un anno del 22%. A novembre, il sistema ha toccato un record drammatico: 149, 6 miliardi di sofferenze lorde (75,6 miliardi quelle nette) con un incremento di 1,9 miliardi per un importo che ormai rappresenta il più del 9 per cento del prodotto interno lordo. Nel 2007, prima della crisi, il rapporto tra sofferenze ed impieghi, dati Abi, era pari allo 0,86%, oggi viaggia sul 4,08%. 

 

Le cifre sono allarmanti, ma spiegano solo in parte il dramma sociale in atto: il totale degli affidati in sofferenza ha ormai raggiunto la cifra di 1.205.000 soggetti, di cui 1.015.369 per importi inferiori a 125 mila euro. Sono colpiti i piccoli operatori economici, artigiani e commercianti, così come le imprese, specie quelle del settore costruzioni, esposto per il 200% del valore aggiunto il che equivale a dire che per ripagare i debiti sarebbe necessaria l’intera produzione dei prossimi due anni. Ma le sofferenze ormai hanno investito anche le famiglie: le sofferenze sui mutui ed i crediti al consumo rappresentano il 5,5 % del totale, quasi il doppio del 2007.

 

Dietro questi numeri, oltre al disagio dell’economia, emergono le preoccupazioni del sistema bancario alla vigilia degli stress test della Bce. Le banche stringono i cordoni della borsa e moltiplicano le manovre difensive (a partire dalle cartolarizzazioni) prima degli esami. Ancora una volta, insomma, l’appuntamento con l’Europa si traduce in un supplemento di rigore per il credito di casa nostra. Sperando che, finalmente, alla fine tanti sforzi vengano premiati. Come è accaduto di rado in questi anni, a giudicare da altri numeri. Dieci anni fa, nel 2004, anno quinto dalla nascita dell’euro, l’Italia ha subìto un sorpasso storico passato all’epoca quasi inosservato: il reddito pro-capite a parità di potere d’acquisto del Bel Paese quell’anno è scivolato, per la prima volta, sotto la media europea passando dal 102,5% del 1995 al 97,4%. Da allora le cose sono andate peggiorando in maniera sensibile, come ci informa un grafico di The Economist dai numeri così spietati da rendere inutili i commenti: il reddito pro capite è cresciuto ovunque, Grecia e Portogallo comprese, nonostante la crisi economica e le recessioni. Meno che in Italia dove, dati del Fondo Monetario alla mano, il reddito reale è sceso di tre punti abbondanti. 

 

Colpa dell’euro? Non solo. Nella classifica il Bel Paese è ampiamente superata sia dai Paesi che aderiscono all’euro che dalla Gran Bretagna, che a fine millennio aveva un reddito pro-capite simile al nostro che negli ultimi 15 anni ha distanziato in maniera sensibile l’Italia: 31.450 euro di reddito annuo contro 26.000. Ma è riuscito a perder colpi nei confronti del resto dell’Eurozona che oggi vanta un reddito medio di un buon 13% superiore a quello italiano. Per effetto della crescita tedesca e di quella finlandese (in entrambi i Paesi il reddito è cresciuto del 21% nel periodo), ma non solo se si pensa che la Grecia, nonostante la tremenda crisi di questi anni, è comunque su del 3% rispetto al ’99. 

L’euro, insomma, per qualcuno ha avuto effetti positivi. Anzi, qualche effetto benefico c’è stato per quasi tutti. Se ci limitiamo alla questione bancaria, pur così importante, prendiamo atto che in questi anni le banche francesi e tedesche sono riuscite a recuperare i capitali investiti in Irlanda, Grecia o Portogallo. Magari adoperando mezzi drastici, come lamenta Dublino, obbligata a ripagare per intero i debiti delle sue banche senza potersi rivalere su azionisti e creditori (in buona parte gli istituti tedeschi): I Paesi della cosiddetta “periferia”, pur stremati dalla politica imposta dall’ineffabile troika (oggi sotto tiro al Parlamento europeo) hanno comunque ricevuto i capitali per ripianare il passivo. E l’Italia? Tra Efsf e fondi Ems, il Bel Paese ha versato finora 56 miliardi destinati al salvataggio delle banche di Portogallo, Irlanda, Grecia e Cipro verso cui i nostri istituti avevano esposizioni limitate o nulle (a differenza di francesi e tedeschi). Non ha visto finora un solo euro d’aiuti. E difficilmente ne vedrà in futuro.

Ugo Bertone

 

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Commenti all'articolo

  • kirone27

    07 Marzo 2014 - 17:05

    l'euro ha impoverito solo noi perché al governo esisteva un certo BERLUSCONI che non ha saputo o voluto controllare; ci ha mandato il moltiplicatore ma ha lasciato che banche, poste, negozianti e liberi professionisti si arricchissero oltre misura.Poteva fare un referendum e non lo ha fatto,poteva far confrontare lira -euro per un anno e non lo ha fatto.

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  • imahfu

    26 Gennaio 2014 - 10:10

    L'euro ha impoverito i più fessi e i più deboli che non hanno saputo sfruttare le opportunità.Ci si é lanciati ad alzare i prezzi(guadagni facili),non si sono fatti investimenti (privati) da 25 anni; non si é sfruttato lo sviluppo colossale della Cina.Se un paese ha tratto beneficio perché avveduto,vuol dire che anche gli altri avrebbero potuto. Gli ''altri'', allora, piangano se stessi.E la Germania é riuscita. malgrado la crisi planetaria. L'industria ha marciato in passato sulle svalutazioni, sul debito e gli altri settori sul debito pubblico come se fosse danaro da non rimborsare Ora paghiamo 70 miliardi di interessi e zitti.Senza euro avremmo una svalutazione al giorno e la rivoluzione in piazza. L'argomento é sciorinato per giustificare le proprie colpe. Si esaminino i comportamenti di industriali da strapazzo: divertimenti, evasione di imposte e soldi all' estero,sfruttamento del presente senza futuro, connubi con la politica per comminare cascame come se fosse oro, inefficienze

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  • osicran2

    25 Gennaio 2014 - 15:03

    Finalmente qualcuno se ne comincia ad accorgere! Ma qualcuno ha notato che l'accordo epocale Renzi-Berlusconi, sulle riforme istituzionali, ha causato un rialzo dello "spread"? Qualcuno si è accorto che Politica, Borsa ed economia sono gestite da poteri occulti che hanno scommesso sul fallimento del nostro Paese e, quindi, truccano i risultati come nel calcio scommesse?

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  • locatelli

    24 Gennaio 2014 - 19:07

    non e vero che l'euro a impoverito di piu l' italia chi a rinpoverito l'italia sono stati i ultimi governi che abbiamo avuto anno dimostrato di essere stati incapaci e stiamo uscendo da una crisi mondiale

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