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L'allarmante rapporto

Classifica Oxfam: 85 paperoni hanno la metà della richezza del pianeta

L'Organizzazione internazionale delle Ong contro la povertà fotografa un pianeta dove 3,5 miliardi di persone hanno le stesse risorse della "casta" dei più ricchi

Classifica Oxfam: 85 paperoni hanno la metà della richezza del pianeta

Bill Gates, ultramiliardiario fondatore di Microsoft

Che i ricchi sono sempre di meno rispetto ai poveri non è una novità. Ma che la metà della popolazione meno abbiente, circa 3,5 miliardi di persone, abbia un reddito annuale pari a quello degli 85 uomini più ricchi del pianeta, è sicuramente una allarmante novità.

Il rapporto tra democrazia e ricchezza - Il rapporto di ricerca Working for The Few, diffuso ieri da Oxfam (Confederazione di Ong contro la  povertà), oltre che essere materia di dibattito oggi al World Economic Forum di Davos, l'evento economico più importante dell’anno, lancia un preoccupante dato sul rapporto tra ricchezza-democrazia. Infatti, nel rapporto viene riportato che "la concentrazione economica evidenzia come l’estrema disuguaglianza tra ricchi e poveri implichi un progressivo indebolimento dei processi democratici a opera dei ceti piu’ abbienti, che piegano la politica ai loro interessi a spese della stragrande maggioranza".Tale scontro tra potere economico-democrazia nasce dai sondaggi che l'Oxfam ha condotto in India, Sud Africa, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti, dove la maggior parte degli intervistati e’ convinta che le leggi siano scritte e concepite per favorire i piu’ ricchi. Il problema è che questa ricchezza si potrarrà e si rinnoverà. Infatti, il giro  della moneta è un circolo vizioso dal momento che ha eredi. Si può concordare infatti con le dichiarazioni di Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International, che ha affermato che "il sistema si perpetua, perche’ gli individui piu’ ricchi hanno accesso a migliori opportunità educative, sanitarie e lavorative, regole fiscali piu’ vantaggiose. Possono quindi influenzare le decisioni politiche in modo che  questi vantaggi siano trasmessi ai loro figli”. 

I numeri - In un mondo di disuguaglianze pecuniarie e travolto dalla crisi economica qualche numero in più non fa mai male. Il dato al centro del rapporto Oxfam, si inserisce nel quadro più generale della ripartizione della ricchezza a livello mondiale. “Circa metà  della ricchezza è detenuta dall’1% della popolazione mondiale. Il reddito dei paperoni del pianeta ammonterebbe a 110.000 miliardi di dollari, ovvero il 46% della ricchezza globale, nonchè 65 volte il totale della ricchezza della metà della popolazione più povera del mondo”  (circa 1700 miliardi di dollari). Per capire a quanto ammontano le banconote dei ricchi signori, il rapporto rimanda alla lista di Forbes,  rivista statunitense di economia e finanza. Secondo la rivista, sette persone su 10 vivono in Paesi dove la disuguaglianza economica è  aumentata negli ultimi 30 anni. L’1% dei più ricchi ha aumentato la propria quota di reddito in 24 su 26 dei Paesi con dati analizzabili tra il 1980 e il 2012. Negli Usa, l’1% dei più ricchi ha intercettato il 95% delle risorse a disposizione dopo la crisi finanziaria del 2009, mentre il 90% della popolazione si è impoverito».

Alcuni nomi - Secondo il rapporto sulla ricchezza del 2013 di Forbes, lo scalino più alto del podio della ricchezza è occupato l'imprenditore messicano Carlos Slim, fondatore della América Mòvil e amministratore della Telmex, compagnia telefonica di bandiera del messico, con 73 miliardi di dollari. A queste due posizione chiave si potrebbero anche aggiungere i suoi vari interessi nel suo paese natio nel campo bancario, assicurativo, del tabacco e del petrolio. Sul podio salgono anche il solito Bill Gates, fondatore e presidente Microsofte e Amancio Ortega, proprietario di Zara, rispettivamente con 67 e 57 miliardi. Seguono poi Warren Buffet (proprietario della holding americana Berkshire Halthaway), Lowrence Ellison (CEO della Oracle Corporation, azienda di fornitura di software e database) e Charles de Ganahl Koch a capo della Koch Industruies.

 

 



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Commenti all'articolo

  • totareo

    29 Maggio 2014 - 10:10

    diventare ricchi in democrazia è possibile a tutti ,non tutti sono capaci e si invidia chi lo è. la cosa più importante non è diventare ricchi ,farlo rispettando le regole .

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  • ulisse di bartolomei

    22 Gennaio 2014 - 18:06

    Che tutti, ricchi e poveri, si debba incontrare gli antenati prima o poi, non ci piove. La questione drammatica è che milioni di persone, in genere filantropi ai costi altrui, credono e insegnano che eliminare dal consesso sociale un "ricco" significa poter andare con un camion ad asportare tonnellate di banconote dai suoi conti correnti e distribuirle alla popolazione. Purtroppo non esagero! Talvolta discuto con dei giovani e rimangono a bocca aperta quando gli faccio notare questa implicazione. Sicuramente anche nel terzo mondo il "messaggio sociostrutturato" arriva in tale accezione. Ne viene che il desiderio di costruire lascia il posto a quello della rapina. Qualunque migrante è convinto che sebbene qui vi stia una crisi, basta togliere i soldi agli abbienti e tutto si aggiusta. L'ignoranza non è mai stata così subdola come in questo tempo. Tutti vogliono il benessere raggiungibile soltanto dal sistema mercato, ma nel contempo cercano di minarlo alle fondamenta.

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  • numetutelare

    22 Gennaio 2014 - 16:04

    A me resta solo una riflessione sottile e amara; non importa la fortuna accumulata, ciò che non possono comprare é la vita, e grazie al cielo muoiono come tutti gli altri senza scegliere il quando né il come... o avrebbe qualcosa da rimproverare alla natura che si libera dei parassiti umani, sia poveracci che investitori?

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  • ulisse di bartolomei

    21 Gennaio 2014 - 19:07

    Quei soldi dei ricconi non stanno sotto i loro materassi, ma investiti in molteplici iniziative e dalle banche che a loro volta reinvestono i capitali dei loro clienti. I tre miliardi già ci vivono con i soldi dei ricconi! Fanno veramente pena questi calcoli "geniali" da poveracci che vedono nei ricchi le cagioni della loro povertà. La gente che un tempo usava ricoverare soldi e gioielli, e di fatto annullarli per l'economia tangibile, oggi non esiste più. Redistribuire il reddito si può soltanto, consentendo alle persone di lavorare con migliore efficacia e miglior reddito. Regalare i soldi significa svuotarne il valore. www.scrivereiltempo.com

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