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Spagna, il governo Zapatero:

aborto libero anche a 16 anni

Spagna, il governo Zapatero:
Il governo spagnolo del premier socialista Josè Luis Zapatero ha approvato oggi il discusso disegno di legge sulla depenalizzazione dell'aborto, che prevede una libera scelta per la donna fino alla 14ma settimana, una facoltà concessa anche alle minorenni fra i 16 e i 18 anni senza consultazione dei genitori. “Diritti, garanzie, sicurezza e rispetto sono le chiavi della nuova legge” ha detto dopo la riunione settimanale del governo la vicepremier Maria Teresa de la Vega annunciando l'adozione del disegno di legge. Il progetto di normativa sarà ora trasmesso al parlamento. È già fortemente contestato dall'episcopato spagnolo e dai movimenti per la vita, che hanno convocato una grande manifestazione di protesta a Madrid, a cui assicurano la partecipazione di almeno un milione di persone, per il 17 ottobre. Il leader dell'opposizione Mariano Rajoy, capo del Partito Popular, ha fatto sapere di volere deferire la normativa, se sarà approvata in parlamento, alla corte costituzionale. Anche all'interno dello stesso partito socialista, secondo la stampa, ci sono voci critiche in particolare sulla disposizione che consente alle minorenni di abortire senza che i genitori ne siano informati.

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  • dellelmodiscipio

    28 Settembre 2009 - 09:09

    Senza premettere la mia LIBERA opinione sull'aborto, mi permetto di criticare sia la foto che il contenuto (o meglio ciò che non è contenuto) nell'articolo. Per la prima, solo un analfabeta non ne capirebbe l'impertinenza, per il secondo non dovreste mancare di far presente che in Italia l'aborto è ammesso su istanza anche delle 12-16enni e anche senza il consenso dei genitori, anche senza informarli. Per chi trasalisse, e anche per doverosa INFORMAZIONE alle interessate prego pubblicare il seguente art. 12 della legge 194 del 1978: "La richiesta di interruzione della gravidanza secondo le procedure della presente legge è fatta personalmente dalla donna. Se la donna è di età inferiore ai diciotto anni, per l'interruzione della gravidanza è richiesto lo assenso di chi esercita sulla donna stessa la potestà o la tutela. Tuttavia, nei primi novanta giorni, quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potestà o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volontà, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, può autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza. Qualora il medico accerti l'urgenza dell'intervento a causa di un grave pericolo per la salute della minore di diciotto anni, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela e senza adire il giudice tutelare, certifica l'esistenza delle condizioni che giustificano l'interruzione della gravidanza. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d'urgenza l'intervento e, se necessario, il ricovero. Ai fini dell'interruzione della gravidanza dopo i primi novanta giorni, si applicano anche alla minore di diciotto anni le procedure di cui all'articolo 7, indipendentemente dall'assenso di chi esercita la potestà o la tutela."

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  • hernando45

    27 Settembre 2009 - 10:10

    Che un qualsiasi governo autorizzi oggi la libertà di abortire o di drogarsi per giovani e vecchi, no ce può fregà de meno, come dicono a Roma!!!!! L'importante è che non venga fatto con i MIEI SOLDI, HONE MICH diceva il caro Montanelli. Se per abortire una qualsiasi donna maggiorenne o minorenne che sia,è costretta a farlo per una necessità di salute, o ha subito violenza, oppure ha già una famiglia numerosa OK, se viceversa lo fà perchè stupidamente "ci è stata" che si paghi i costi necessari!!!! E se non può pagarli sia obbligata a prestare gratuitamente un periodo di servizio pubblico quale pulizia strade,pulizia cessi pubblici ecc per sdebitarsi dei costi che la società ha dovuto sostenere per le cure necessarie. La stessa cosa dovrebbe valere per chi si droga, drogarsi dovrebbe essere considerato un delitto!!!! E quindi i costi che le conseguenze di questo tipo di azione possono portare, quale essere ricoverati nelle strutture pubbliche per non morire per overdose o altro, si dovrebbero applicare a pagamento e non con i soldi di tutti, sempre tenendo valido il se non puoi pagare, poi dovrai lavorare. Non chiamatelo per favore l'UOVO di COLOMBO ma secondo mè che di cognome faccio appunto Colombo,se ci fosse una legge chiara e ben pubblicizzata che preveda questa tipologia di trattamento per chi si mette pro domo sua nelle condizioni di dover ricorrere al servizio sanitario nazionale per questi tipi di necessità,cosciente che si vedrà costretto in qualche modo a sostenerne i costi, si ridurrebbe notevolmente il numero di chi irresponsabilmente compie questo tipo di azioni TANTO PAGA PANTALONE. Ê ora di finirla di dire che se una ragazza di 16 anni rimane in cinta o si droga è colpa della società!!!!!

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