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L'inchiesta

La città dei banchieri
non paga l'Imu

Le Fondazioni in molti casi non pagano nulla sulle rendite catastali perché gli immobili servono ad "attività filantropiche"

E gli istituti godono di agevolazioni e sgravi su un patrimonio da 1.572 palazzi e 712 terreni sparsi in tutta Italia
La città dei banchieri
non paga l'Imu

 

Sulla carta è una piccola città nascosta al fisco italiano e inaccessibile perfino ad Equitalia. Una cittadina fatta di 1.572 fabbricati e 712 terreni, alcuni anche di proporzioni notevolmente estese. È una sorta di città della cuccagna italiana, perchè è uno fra i pochi luoghi inaccessibile allo spauracchio fiscale degli italiani, quella Imu che adesso molti cittadini tornano a pagare con la dichiarazione dei redditi anche sulla prima casa con aliquote aumentate alle stelle. 

La cittadella è in realtà sparsa un po’ in tutta Italia, perchè si tratta delle partecipazioni immobiliari dirette di tutte le fondazioni bancarie. Quelle grandi e grosse che sono dietro ai principali gruppi del credito italiano, come la Fondazione Cariplo e la Compagnia di San Paolo di Torino (Banca Intesa-San Paolo) o la fondazione della cassa di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (Unicredit). Ma ci sono anche le piccoline, nate alle spalle di una cassa di risparmio locale talvolta inglobata in gruppo più grande, altre volte rimasta solitaria sul territorio di origine. 

Le fondazioni hanno ben più di quei 1.572 immobili censiti dalla banca dati dell’Agenzia del catasto, perchè molte di loro hanno costituito società immobiliari strumentali. Queste ultime però non possono beneficiare di alcuna esenzione totale ai fini dell’Imu e quindi non sono state considerate nel calcolo della cittadella a prova di fisco. Anche per i 1.572 immobili il regime fiscale è diversificato. 

Super ombrello

Alcuni godono solo di agevolazioni comuni ai palazzi storici, perchè le fondazioni bancarie spesso hanno la sede principale nei palazzi originari delle banche poi confluite in grandi gruppi. Sono esentasse, e quindi non pagano un centesimo di Imu, tutti gli immobili utilizzati dalle fondazioni per quella che loro chiamano «l’esercizio dell’attività filantropica», e cioè per finalità sociali e culturali come non si stanca di precisare il direttore generale dell’Acri, Giorgio Righetti.

Questo è il punto più controverso della vicenda, che in queste settimane ha alimentato numerose polemiche. Perchè il fine dell’utilità sociale e dello sviluppo del territorio assegnato alle fondazioni per renderle omogenee a tutti gli enti non commerciali, si trasforma inevitabilmente in un ombrello assai largo per mettere al riparo dello sguardo indiscreto del fisco troppe attività. 

Agevolazioni fiscali per altro sono già previste dalla legislazione vigente per gli investimenti nelle attività stesse, e a questo vantaggio che già premia la quota di patrimonio investita in utilità sociale, si aggiunge in modo meno comprensibile anche l’esenzione Imu per l’immobile strumentale.

Le polemiche sul regalo alle Fondazioni bancarie si sono moltiplicate quando nell’aprile scorso il governo di Mario Monti ha bocciato un emendamento parlamentare trasversale che sopprimeva l’esenzione Imu per le fondazioni, sostenendone l’incostituzionalità e proteggendo i banchieri piuttosto degli anziani ricoverati in ospizio, che verranno invece tassati sugli immobili di proprietà. 

Monti ha sostenuto che è impossibile per il fisco raggiungere la cittadella della cuccagna bancaria, perchè si farebbe loro torto rispetto agli altri enti non commerciali: enti religiosi, onlus, associazioni (come l’Arci) varie. Certo per provare la reazione della Corte costituzionale di fronte a questa presunta disparità, bisognerebbe provare a tassare le fondazioni bancarie. Prima si incassa e poi si vede. Una differenza rispetto a tutti gli altri enti non commerciali è evidente non solo al cittadino comune. Gli enti non commerciali non hanno modo di fare soldi per altra via, quindi si detassa una attività benefica a chi non ha entrate diverse dalla generosità dei propri associati e benefattori. 

Le fondazioni bancarie, nonostante lo spirito originario della legge che diede loro vita fosse quello di separarle definitivamente dagli istituti di credito, hanno ancora floride partecipazioni nelle banche conferitarie. È cosi nella stragrande maggioranza dei casi: delle 88 fondazioni esistenti solo 18 non hanno partecipazioni negli istituti di credito. Per 70 è ancora così. E di queste 15 hanno ancora la proprietà assoluta della banca (più del 50% diretto). Le altre 55 hanno partecipazioni inferiori alla maggioranza, ma di fatto sono le padrone delle banche unendo le loro partecipazioni (caso lampante quello di Unicredit).

Forti coi deboli...

Nel 2010 dalle loro partecipazioni bancarie, in un anno definito di crisi, le fondazioni hanno ricevuto proventi per 1,98 miliardi di euro. Quale ente religioso, quale associazione benefica, quale onlus può contare su questa entrata annuale (nel 2009 ammontava a ben più di 2 miliardi) per avere diritto alla detassazione Imu in aggiunta alle agevolazioni fiscali già previste per gli investimenti di utilità sociale? 

La vera disparità che la Corte costituzionale dovrebbe sanare è proprio questa. Riportando la cittadella della cuccagna sotto l’alveo del fisco. 

E tassando con l’Imu (che poi non sarebbe una tragedia: porterebbe via loro una decina di milioni di euro) tutti gli immobili delle fondazioni bancarie indipendentemente dalla attività ivi svolta. E avrebbe dovuto farlo il governo per primo. Impossibile però chiederlo a Monti, il premier portato a palazzo Chigi dalle banche e dalla grande finanza. 

Hanno sempre più ragione quelli che descrivono un governo tecnico duro e forte con i deboli, debole e impaurito con i forti.

di Franco Bechis

 

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Commenti all'articolo

  • corindia

    14 Maggio 2012 - 07:07

    Certo che hanno veramente un coraggio fuori dal comune questi gestori della finanza a considerare attivita' filantropica tutta quella massa di denaro che si spartiscono lasciando filtrare solo una specie di elemosina quando, dopo aver fatto la radiografia del richiedente, accettano di concedergli quel poco che ritengono necessario....Forse e' piu' generosa la Caritas, che almeno non chiede gli interessi per mettere a disposizione un piatto di minestra....

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  • aquila08

    14 Maggio 2012 - 07:07

    Ha stravinto la filosofia politica italiana dove i politici affermano delle soluzioni con i Big della suddita burocrata UE e il giorno dopo con il tracollo dei referenti,eccoli pronti a saltare sul nuovo cavallo di Razza,rimangiandosile affermazioni del giorno prima.I GRANDI MAESTRI BURATTINAI RIESCONO SEMPRE A FARE DEI MIRACOLI CON GRANDI SPETTACOLI DA CIRCO PER SALVARE I SUOI SUDDITI POLITICI BURATTINI. "Marcia per la vita" contro l'aborto"Sono omicidi di Stato" Il popolo greco ci conferma che hanno ragione i Grandi Registi Burattinai,i quali con l'informazione pilotata facendo leva sulla paura,sul pietismo,sul terrorirsmo e sulle guerre preventive riescono sempre a far eleggere sudditi parlamentari affinchè possano controllare la situazione e portare i pecoroni a votare i sudditi politici fidati.In questo modo i padroni del mondo " Americani Vaticano Israeliani Inglesi" riescono a tenere le Nazioni sotto il loro controllo.

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  • imahfu

    13 Maggio 2012 - 23:11

    L'esenzione dall'IMU per le fondazioni bancarie non ha niente a che fare con l'esenzione agli enti religiosi.Sono due cose differenti.Le prime sono sotto il controllo della Corte dei Conti e riguarda la parte riveniente alle fondazioni sugli utili delle banche si cui sono socie. Se si dubita che gli utili sono superiori a quelli distribuiti non vedo perché non si deve allora dubitare di ogni bilancio di banche e imprese...Chi ha cancellato il falso in bilancio?

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  • imahfu

    13 Maggio 2012 - 23:11

    Secondo la Legge Amato , le fondazioni bancarie non devono avere scopo di lucro. Il loro utile derivante dalle banche di cui sono azionisti é distribuito ad azioni filantropiche. Una gran parte viene distribuita agli enti-retti da leggi ad hoc -di volontariato sociale. Se pensate che solo i badanti e le badanti che assistono le persone anziane non autosufficienti, non bastano di parecchio(per l'invecchiamento della popolazione), gli utili che ricevono le associazioni servono solo ad organizzare il volontariato, assisterlo e fornire l'assistenza per il rispetto in ciascun campo (gratuito). Si puo' star certi che il controllo di tali associazioni (ne ho fatto parte in passato)sui bilanci (l'IMU esente é un ricavo a bilancio delle fondazioni)é da ritenere che l'esenzione non sia un regalo ma un aiuto di Stato che fa risparmiare allo stesso miliardi, data la carenza del paese in tale campo. Gli imbrogli nelle azioni umane sono sempre possibili ma ce ne sono altri molto piu'rilevanti

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