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Confesercenti in allarme: le tredicesime non si toccano

"Il governo smentisca queste voci, sarebbe un autogol"

Eliana Giusto
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  Allarme di Confesercenti sulle ipotesi che circolano in questi giorni sul possibile congelamento delle tredicesime per i dipendenti pubblici e per una parte dei pensionati. "Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un'ipotesi allo studio per fare cassa - si legge in una nota -. Una misura di questo genere non solo potrebbe essere considerata discriminatoria e iniqua socialmente, ma sarebbe certamente un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt, spingerebbe migliaia di imprese alla chiusura e provocherebbe la perdita consistente di posti di lavoro autonomi e dipendenti".  Drammatiche conseguenze - Il governo, sostiene Confesercenti, deve subito smentire queste indiscrezioni che, dice, rischiano "di allontanare una qualsiasi forma di ripresa". Secondo le ricerche dell'organizzazione, infatti, le tredicesime nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi e circa la metà va in consumi. Nella sciagurata eventualità che queste vengano bloccate, “si sottrarrebbe all'economia reale una cifra pari a 8 miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7% stimato dal governo ad un valore negativo vicino al 2,7%”. E cambierebbe poco se si puntasse solo al congelamento del 50% delle tredicesime: “Si tratterebbe comunque di un taglio alla spesa di circa 4 miliardi di euro, con un impatto sui consumi di circa 4 decimali di punto, portando la flessione prevedibile all'interno del range compreso tra il -2,1% e il -2,4%".   

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