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Democratici al bivio

Renzi, D'Alema e Veltroni
gelano il "grillino" Bersani:
"Una follia aprire ai 5 stelle"

Il sindaco di Firenze e i big del partito, già contro il segretario, guardano al Pdl e a un governo di larghe intese. E il rottamatore diserta il vertice post-sconfitta
Renzi, D'Alema e Veltroni
gelano il "grillino" Bersani:
"Una follia aprire ai 5 stelle"

Si dice che il pesce puzza dalla testa. E se il pesce è il Partito democratico uscito stordito dal risultato elettorale di lunedì, a puzzare è in primis il suo segretario Pier Luigi Bersani. Il suo intervento di ieri alle 17, dopo un'intera giornata da desaparecido, non è piaciuto all'ala renziana del partito e ai leader storici del partito. L'impressione è che Bersani sia già di troppo e che una buona fetta del partito lo veda già come un perdente, come un ostacolo allo svolgimento di profucue trattative per la formazione del governo.

All'ipotesi di un'apertura ai grillini si oppongono  big come Massimo D'Alema, per il quale aprire ai 5 stelle significherebbe produrre "conseguenze gravi per il lavoro, i risparmi e la vita degli italiani". E come Valter Veltroni, per il quale ora la starada migliore è quella di "aspettare" Giorgio Napolitano e i suoi tentativi di sbloccare una situazione intricata. E' convinzione di Paolo Gentiloni e Giorgio Tonini che non si debba sbattere la porta in faccia al Pdl, anche in vista di un governo dalle larghe intese  a guida di personaggi come Giuliano Amato. 

Insomma: a parte i fedelissimi di osservanza bersaniana come Stefano Fassina e Matteo Orfini, per i quali "è impensabile fare un governo senza Grillo", una parte considerevole del Pd guarda già a Matteo renzi come condottiero di questa nuova fase politica. Il sindaco di Firenze, in queste ore, ha fatto pesare la sua assenza tanto in fase di commenti dinnanzi all'opinione pubblica, quanto alla riunione serale dei big: "Io non partecipo ai caminetti, a queste robe qui". Tradotto: Bersani ha voluto la bicicletta (con le primarie, ndr)? Ora pedali. Lo sguardo è già al piano B: un governo tecnico di Pd e Pdl con un programma limitato, istituzionale e di salute economica, magari guidato proprio da Renzi. Il quale avrebbe commentato il discorso di ieri di Bersani con le seguenti parole: "Siamo alla follia". Più chiaro di così...

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Commenti all'articolo

  • Sillyhound

    01 Marzo 2013 - 15:03

    e Vendola?

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  • colombinitullo

    28 Febbraio 2013 - 20:08

    dovrebbero metterlo alla gogna, confiscargli tutti gli averi, togliergli la ricchissima pensione(ne avrà almeno tre o quattro), dargli mille euro al mese e una caterva di calci in culo.

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  • arwen

    27 Febbraio 2013 - 16:04

    "ahahah...veramente spassosi i post di questi berluscones, ieri tanto arroganti contro i "comunisti", oggi disposti a mendicare umilmente un accordo con i "sinistri" per il loro idolo.." Scusa, ma che film hai visto? Qui nessuno vuole un alleanza con il PD, qui tutti, anche i bambini, sanno che l'unica soluzione è tornare alle urene il prima possibile. Possibilmente prima che il PD finisca di coprirci di ridicolo davanti al mondo!

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  • alessio di benedetto

    27 Febbraio 2013 - 15:03

    SE HAI DIMENTICATO CHE COSA VOGLIAMO, CARO BERSANI, ALLORA TI RISCHIARO IO IL TUO CERVELLETTO ARTERIOSCLEROTICO. NOI VOGLIAMO CHE SIANO RESTITUITI AGLI ITALIANI ONESTI: 1) 98 MILIARDI DI SLOT MACHINE DEI TUOI AMICI MAFIOSI CHE NON PAGANO LE TASSE. 2) 120 MILIARDI DI EVASIONE, SEMPRE DEI TUOI AMICHETTI DI MERENDA (i finanzieri la smettano di rompere i coglioni ai bimbi che rubano le caramelle senza scontrino). 3) DIMEZZAMENTO DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI ED ELIMINAZIONE DELLE AUTO BLU E DELLE SCORTE. 4) STIPENDIO DEI PARLAMENTARI A 2.500 EURO. 5) ANNULLAMENTO DEL CONTRATTO RELATIVO AGLI F 35, PALESEMENTE DIFETTATI. 6) RESTITUZIONE DEI 50 MILIARDI CHE ABBIAMO REGALATO ALLE BANCHE NEGLI ULTIMI 5 ANNI. 7) ADEGUAMENTO DELLE PENSIONI D'ORO (qualcuno intasca 100 mila euro al mese) a max 5.000 E. restituzione dei cosiddetti rimborsi elettorali. 9) RITIRO DELLE NOSTRE TRUPPE DAI PAESI IN GUERRA. 10) BASTA CON I 13 MILIARDI ANNUI CHE REGALIAMO AL VATICANO, LO STATO PIU' RICCO DEL MONDO. E PER I

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