Cerca

Il vertice a Palazzo Chigi

Ilva, Monti: Tutelare lavoro e ambiente. Pronto il decreto

Un momento della riunione a Palazzo Chigi

Un momento della riunione a Palazzo Chigi

L'impegno di Mario Monti e del governo sull'Ilva: tutelare occupazione e ambiente. E' quanto comunica Palazzo Chigi sul caso dello stabilimento di Taranto. Il premier ha provato a rassicurare: "Il governo non ha alcuna intenzione di entrare in contrasto con la magistratura e farà attenzione alle indicazioni dei magistrati". Inoltre, l'esecutivo rivendica che sul caso Ilva, sin dal 5 settembre e a seguito della riunione organizzata il 17 agosto a Taranto, il Consiglio dei ministri ha concordato una strategia condivisa con le amministrazioni locali, che mira anche a evitare un impatto negativo sull'economia stimato in 8 miliardi di euro annui.

La limatura del decreto - I sindacati, da par loro, chiedono una maggiore assunzione di reponsabilità per quella che definiscono "una tragedia economica e occupazionale che mette a rischio anche la credibilità del Paese". Monti ha replicato assicurando che il decreto legge per sbloccare la situazione già domani, venerdì 30 novembre, sarà all'esame del Consiglio dei ministri. Il decreto non è però ancora stato consegnato ai partecipanti della riunione: il governo, infatti, deve proseguire nella "limatura" del testo dopo aver ricevuto un sostanziale via libera da parte di chi ha preso parte al vertice. Il provvedimento è chiesto tanto dal governo quanto da azienda e sindacati; la Regione, da par suo, contesta la necessità che l'intervento del governo non assuma i connotati di uno scontro con la magistratura. 

Dubbio di costituzionalità - Nel dettaglio, il decreto punta a dare valore di legge all'Autorizzazione integrata ambientale dello scorso 26 ottobre, restituendo la gestione dello stabilimento all'azienda, nel rispetto delle severe prescrizioni (in parallelo, viene prevista la decadenza dei custodi). Grazie al decreto, i sequestri andrebbero a perdere efficacia, mentre la riapertura dell'impianto dovrebbe avvenire in automatico con l'entrata in vigore del decreto stesso. La durata del decreto è legata ai tempi di adempimento dell'Aia. L'osservanza delle prescrizioni verrà controllata da un "garante", affiancato da un comitato dei lavoratori. Resta ancora il possibile ricorso di incostituzionalità, ventilato dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Questa possibilità, però, è stata negata dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, che sostiene che il provvedimento non abbia altro come scopo altro che l'applicazione della legge.

Il vertice - Al vertice di Palazzo Chigi hanno preso parte anche  il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà , il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, quello dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero e il responsabile della Salute, Renato Balduzzi. Presenti anche il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola con il sindaco di Taranto e il presidente dell'omonima provincia, oltre ai rappresentanti sindacali.

La protesta - Nel frattempo, fuori da Palazzo Chigi, si svolgebva la protesta di centinaia di lavoratori dello stabilimento tarantino: la loro manifestazione è stata bloccata in via del Corso dalle forze dell'ordine. Duri gli slogan dei lavoratori contro governo e Parlamento: "Politici, siete solo dei parassiti", urlavano. Proteste anche a Genova, dove i lavoratori dell'impianto locale dell'Ilva hanno ancora bloccato il centro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • mark70

    30 Novembre 2012 - 16:04

    Tamponare ancora una situazione così difficile sarà molto dura, vedremo nei dettagli cosa i sig.ri di roma sapranno fare per queste persone che rischiano oltre al posto di lavoro anche di ammalarsi seriamente. spero che vadano a prendere tutti quelli che hanno firmato documenti 626 etc etc, amministratori, politici e sindacati che non hanno fatto NULLA da 50 anni per questi onesti cittadini che per 1200 euro al mese respirano schifezze varie! ecco, dopo averlo fatto, metteteli a lavorare nei forni per un paio di anni senza lo stipendio!

    Report

    Rispondi

  • aquasimplex

    30 Novembre 2012 - 15:03

    Difficile operare scelte dove da una parte c'èla prospettiva della disoccupazione e dall'altra quella dei danni alla salute fino alla morte di cittadini che con lo stabilimento non hanno niente a che fare. Tutto finirà come a Casale Monferrato per l'amianto,e al petrolchimico di Porto Marghera dove la priorità era salvaguardare i posti di lavoro, salvo poi emettere condanne per danni alla salute dei cittadini. E' il solito pasticcio di cui siamo maestri.

    Report

    Rispondi

  • emigratoinfelix

    30 Novembre 2012 - 10:10

    su Servizio Pubblico ho apprezzato lintervento,pacato ma deciso,del ministro Clini,che,nonostante lirridenza maleducata ed arrogante di santoro,e riuscito a spiegare ben bene come si esce da una situazione di impasse che porterebbe alla chiusura dello stabilimento,alla perdita di 20 mila posti di lavoro ed al perpetuarsi dellemergenza ambientale.Da notare che anche landini della Fiom sembrava apprezzare quanto illustrato dal ministro,mentre Santoro manipolava sapientemente gli interventi,spiace dire,poco concreti e un po demagogici di due operai tarantini ospiti della trasmissione.Una cosa si e capita chiaramente:linquinamento a taranto e imputabile non solo allIlva,ma anche ad altre produzioni e che dura da cinquantanni;cinquantanni durante i quali la magistratura ha latitato,salvo svegliarsi ora che si avvicinano le elezioni e qualche posto in parlamento magari scappa per qualche giudice da prestare alla politica,come si suol dire.

    Report

    Rispondi

  • metallurgico

    30 Novembre 2012 - 09:09

    Lo spot andava bene solo che hanno sbagliato la faccia da mettere nello spot, infatti era piu' appropriata la faccia di un qualsiasi politico di una qualsiasi regione, tanto non fa' differenza sono tutti dei veri parassiti DOC.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog