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Le sette meraviglie della nuova agricoltura

Le sette meraviglie della nuova agricoltura

Da chi si è messo ad allevare lumache in Sicilia ricavandone un pregiato caviale a chi ha inventato invece il primo agri beach sulla costa più bella del Salento, da chi ha testato la stravagante ma efficiente coltivazione di ecofunghi su fondi di caffè a chi in Trentino produce insoliti ma richiestissimi cosmetici alla stella alpina. Sono alcune delle idee creative capaci di battere la crisi premiate due mesi or sono al concorso Oscar Green, il premio per l’innovazione dei Giovani Coldiretti.
Caviale di lumache. Curioso ma anche redditizio il business avviato in Sicilia da due giovani imprenditori, Davide Merlino e Michelangelo Sansone che hanno dato vita al più grande allevamento di lumache d’Italia, che può vantare una particolare specie di chiocciola frutto dall'incrocio fra una varietà francese e quelle autoctone del territorio siciliano. Da questo particolare allevamento i due giovani imprenditori agricoli, riescono a ricavare e commercializzare un pregiato caviale di lumache che vendono perfino in Francia.

Mobili di fico d’india. Decisamente innovativa pure l’idea di Marcello Rossetti che dalla Puiglia ha lanciato la prima linea di agrimobili, interamente rivestiti dalla fibra di fico d’India che viene estratta dalle pale ancora verdi, con un procedimento in gran parte manuale. Rossetti fra l’altro ha risolto un problema serio ai coltivatori che non sapevano come smaltire le foglie di fico. Con i sottilissimi fogli di fibra vegetale vengono rivestiti i pannelli multistrato destinati ai mobilifici.
I funghi al caffè. L’idea di coltivare funghi sui fondi di caffè è di Daniele Gioia che l’ha sviluppata in Basilicata, per la precisione a Pietragalla, provincia di Potenza. Neolaureato con il cuore verde ha intuito la possibilità di utilizzare un rifiuto comune come il fondo di caffè comune a molte case ma anche a bar e ristoranti. Dopo un periodo di test durato più di un anno ha scoperto che i funghi coltivati così sono più buoni e crescono prima. Ora fatica a soddisfare gli ordini.

Ragù di trota. Vicino a Fossano, in Piemonte, Delia Ravelli dell’azienda agricola San Biagio ha avuto un’intuizioni: anziché allevare e venere le trote così come sono le trasforma in gustose preparazioni. Così nascono i filetti di trota affumicata, al moscato e grigliati, il paté e il ragù di trota, il tonno di trota, le guance di trota e tanti altri.
Cosmetici alla stella alpina. Moira Donati faceva tutt’altro: una carriera da professionista ben avviata. Poi ha mollato tutto e nel cuore del Trentino ha avviato una produzione di cosmetici ricavati dalle erbe spontanee delle sue montagne. Stelle alpine, arnica e genepy. Ora le spedisce in tutta Italia senza spostarsi da casa, grazie a un sistema di e-shop su internet molto efficace. La dimostrazione che i prodotti legati al territorio possono avere mercati molto vasti.

Gli accessori di struzzo. A Tavagnasco, provincia di Torino, Marco Girodo ha sviluppato un intuizione capace di integrare il classico business dell’agriturismo: allevando gli struzzi ricava carne pregiata e ricercatissima perché ha un livello di colesterolo prissimo allo zero. E con la pelle dei bipedi confeziona portafogli, cinture. borsellini e borsette indistruttibili.
Il nettare di kiwi. In Veneto i fratelli Breitenbergers hanno sviluppato un’attività redditizia a partire dal kiwi, frutto oramai diffuso in tutta la Penisola che i due giovani imprenditori trasformano in succo, nettare, bevande energetiche, confetture e perfino in omogeneizzati. La Kiwyni, così si chiama l’azienda, ha clienti perfino in Canada, Usa e Sudamerica.

di Attilio Barbieri

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Commenti all'articolo

  • sahlaoui.nordinne

    10 Novembre 2014 - 19:07

    A mio parere il business della terra da buoni utili soppratutto se il prodotto è di nicchia.. poi dopo più ettari più soldi... e sto preparando un business plan per 10 ettari...

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