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Cyberbullismo

Torino, una ragazzina di 14 anni si suicida. Sul web: "Sei troppo magra, fai schifo"

Torino, una ragazzina di 14 anni si suicida. Sul web: "Sei troppo magra, fai schifo"

Aveva solo 14 anni la ragazzina morta suicida a Venaria, in provincia di Torino. Gracile per motivi di salute, non ha retto alla pressione degli insulti ricevuti sul web da alcuni coetanei: "Cesso, vatti a nascondere, dimostri dieci anni", le scriveva qualcuno su ask.fm, il social network prediletto dagli adolescenti. L'avevano preso di mira per il suo aspetto fisico e lei, affetta da una patologia renale e problemi cardiaci sin dalla nascita, non è riuscita a difendersi da quelle provocazioni. La notte tra il 13 e il 14 aprile si è vestita, come se dovesse andare a scuola, poi si è recata al settimo piano del palazzo dove risiedeva insieme alla famiglia e si è buttata giù.

Vittima del cyberbullismo - I genitori e la sorella più grande non si erano accorti di nulla finché, all'alba, un condomino, uscito presto per recarsi al lavoro, ha trovato il suo cadavere della ragazza nel giardino del palazzo e ha dato l'allarme. Gli inquirenti, che hanno immediatamente sequestrato il computer e il cellulare della ragazza, hanno poi scoperto come la giovane fosse da tempo finita nel mirino dei cyberbulli. Lei, però, aveva tenuto il segreto per sé senza mai riuscire a confidarsi con nessuno. "Non sapevamo nulla" ripetono disperati la mamma e il papà. I carabinieri hanno annunciato che continueranno a indagare per scoprire l'identità di chi ha inviato quei messaggi e il perché.

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Commenti all'articolo

  • sig.nessuno

    15 Aprile 2014 - 13:01

    Per risolvere in buona parte il problema del CYBERbullismo basterebbe vietare ogni genere di piattaforma social ai minorenni. Ma poi non sia mai l'Italia possa passare per essere out... becchiamoci invece i suicidi e nascondiamo i cadaveri sotto il tappeto

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  • Andi50

    15 Aprile 2014 - 11:11

    Questi ragazzini bisgnerebbe mandarli a fare opere caritatevole tipo assistere malati all'spedale dove si soffre per davvero, che vedano con i propri occhi dov'é la sofferenza e dopo FORSE, e dico FORSE, vedranno la vita propria ed l''altrui in modo diverso ma, haimè, questi non hanno insegnamenti dalla famiglia. Poverini loro e poveracci i genitori.

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