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La sentenza

Evasione fiscale, Dolce e Gabbana assolti in Cassazione

Evasione fiscale, Dolce e Gabbana assolti in Cassazione

E' finita come doveva finire, visto che in appello perfino il procuratore Santamaria aveva chiesto l'assoluzione. Il tribunale, però, aveva deciso di arrivare a giudizio, condannando gli stilisti Stefano Dolce e Domenico Gabbana a un anno e sei mesi di reclusione per evasione fiscale. Condanna che oggi la Cassazione ha cancellato in via definitiva per che gli imputati "non hanno commesso il fatto". Insieme ai due stilisti è stato assolto anche il commercialista Luciano Patelli.

L'accusa di omessa dichiarazione dei redditi riguardava la società Gado, all'epoca dei fatti con sede in Lussemburgo, per gli anni 2004 e 2005. Secondo la tesi accusatoria della procura di Milano, la Gado sarebbe stata un caso di esterovestizione, basata in Lussemburgo solo per pagare meno tasse ma di fatto amministrata in Italia. La società era stata creata per la gestione dei marchi, tra cui Dolce&Gabbana, D&G Dolce e Gabbana, ceduti alla Gado dai due creatori di moda. La contestazione nei confronti della società - e degli imputati - era di non aver pagato tasse per un imponibile di 200 milioni di euro. In primo grado Dolce e Gabbana erano stati condannati a un anno e otto mesi ciascuno, con riduzione come detto di due mesi in appello. oggi l'assoluzione dopo oltre due anni di processo. Nel luglio 2013 il Comune di Milano aveva negato l'uso di uno spazio pubblico ai due stilisti perchè "evasori".

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Commenti all'articolo

  • ulanbator10

    26 Ottobre 2014 - 13:01

    La Guardia di Finanza ha cercato di fare quello che non fa il Parlamento. Tutti possono andare a produrre dove vogliono, ma quando importiamo le loro merci in Italia, si deve imporre dazio adeguato, perché la produzione è avvenuta in Paesi con regole alle quali non possiamo fare concorrenza e per di piu' con chiusura di nostre fabbriche. Si chiama globalizzazione, ed è il vero male.

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  • zydeco

    26 Ottobre 2014 - 08:08

    L'ineffabile comune di Milano che aveva condannato D&G prima ancora della sentenza definitiva come giustifichera' ora il suo rifiuto a concedere loro uno spazio perche' evasori? Sarei veramente curioso di sentire una dichiarazione di questa accozzaglia di buoni a niente.

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  • rintintin

    25 Ottobre 2014 - 15:03

    sono dei testa di legno della mafia e la loro lavatrice....gli imprenditori sono altra cosa

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  • arwen

    25 Ottobre 2014 - 15:03

    Se qualcuno si sta domandando chi pagherà per questa incredibile min..ta, farà bene a mettersi davanti a uno specchio. Quando la società Dolce e Gabbana chiederà di essere rimborsata per le spese sostenute e per i danni di immagine subiti, lo stato, cioè noi, pagherà. Chi, invece ha sbagliato, continuerà nella sua carriera e, magari, si prenderà un premio x l'eccezionale mole di lavoro svolta!

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