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#14N

Sciopero sociale, cortei e blitz in tutta Italia: Padova, ferito il capo della mobile

Sciopero sociale, cortei e blitz in tutta Italia: Padova, ferito il capo della mobile

No alle politiche del governo Renzi e dell’Unione europea, no al jobs act, no alla legge di stabilità e al piano di riforma della scuola. Con questa piattaforma in oltre 25 città italiane sta andando in scena lo "sciopero generale e sociale": Cobas, Cub, Usi, ma anche Fiom e Cgil, e poi precari, lavoratori autonomi, studenti, centri sociali, migranti sono scesi in piazza decisi a far sentire la propria voce e a bloccare il Paese. Anche attraverso azioni in luoghi significativi presidiate da ingenti schieramenti di forze dell'Ordine. A Padova la situazione è già degenerata con degli scontri tra manifestanti e polizia durante il corteo. Feriti anche tra gli agenti delle forze dell'ordine, tra cui un funzionario. Gli scontri sono iniziati quando il corteo ha tentato di raggiungere la sede cittadina del Pd. In piazza ci sono circa 500 persone: il corteo non era autorizzato.

Milano - Lacrimogeni e manganellate anche a Milano dove un centinaio di studenti antagonisti si sono dati appuntamento davanti all’Arcivescovado di piazza Fontana, dove era in corso un convegno sulla buona scuola a cui partecipa anche un rappresentante del ministero dell’Istruzione. Alcuni studenti si sono avvicinati al cordone di polizia in tenuta anti sommossa, che sta bloccando l’ingresso dell’Arcivescovado, e hanno lanciato oggetti verso gli agenti. Un’altra parte degli studenti, invece, ha cercato di impedire lo scontro. Dopo alcuni attimi di tensione la situazione è tornata alla normalità. Poi però un gruppo di studenti ha deciso di tentare di entrare all’Arcivescovado, dov’è in corso un convegno sulla buona scuola. Una trentina di ragazzi sono riusciti ad entrare nel portone del palazzo ma sono stati costretti a fermarsi perché il portone interno in legno era chiuso. I poliziotti in tenuta anti sommossa li hanno obbligati ad uscire e li hanno manganellati. Gli scontri sono durati circa 5 minuti. Adesso il portone dell’Arcivescovado è presidiato da un cordone di polizia e un centinaio di studenti ha improvvisato un sit in in piazza Fontana. Agli scontri ha assistito anche la sindacalista della Flc Cgil lombarda Sara Carrapa, che ha assistito agli scontri. «Erano per la maggior parte minorenni ma la polizia li ha caricati lo stesso - ha spiegato - Ho cercato di difenderli e tutelarli». La sindacalista ha poi riferito che un ragazzo di 14 anni è stato colpito da una manganellata alla spalla, mentre un altro studente ha un braccio contuso. Una studentessa, infine, sarebbe stata obbligata ad uscire da un agente che l’avrebbe afferrata per i capelli. Altri scontri ci sono stati a all’angolo tra piazza Santo Stefano e via Larga. La polizia e i carabinieri in tenuta anti sommossa cercavano di impedire ai giovani di andare in piazza Fontana. I ragazzi indossavano caschetti da cantiere gialli e si riparavano scudi di gomma piuma e hanno lanciato fumogeni e oggetti in direzione delle forze dell’ordine che hanno risposto con un lancio di lacrimogeni e della manganellate. Gli studenti hanno ripiegato in via Festa del perdono, davanti all’università Statale, e hanno occupato l’atleta 201. Nel corso del corteo i giovani in via Sforza all’altezza del Policlinico sono saluti sul tetto di un edificio dell’università e hanno calato uno striscione con scritto ’Università libera - no Expo privati pubblicità’ coprendo una grande pubblicità di Max Mara. Il bilancio della giornata è di tre agenti della Finanza e una decina di ragazzi feriti.

Roma - A Roma si registra un fitto lancio di uova contro il Consolato tedesco in via San Martino della Battaglia da parte di alcuni manifestanti. La loro protesta si lega alla vertenza dei lavoratori della Ast di Terni della ThyssenKrupp e lancio di uova, petardi e fumogeni contro il ministero dell'Economia in via XX settembre. Il corteo è partito da piazza della Repubblica con in testa al corteo lo striscione con su scritto ’Stop jobs act. No sblocca Italia. No piano scuola'. Il corteo raggiungerà piazza Vittorio passando dal Ministero dell’Economia, via Volturno, piazza Indipendenza, Castro Pretorio, il Policlinico, La Sapienza, San Lorenzo e Porta Maggiore. Un gruppo di circa trenta lavoratori, con il sostegno del sindacato Usb, è salito in cima al Colosseo a Roma e ha srotolato gli striscioni "Io sto con Ilario e Valentino" e "No alla privatizzazione del trasporto pubblico". L’iniziativa, nell’ambito della giornata di sciopero sociale, è in solidarietà con Ilario e Valentino Tomasone, i due autisti di bus sospesi dalla società di trasporti Roma Trasporto pubblico locale dopo la loro partecipazione alla trasmissione ’Presa diretta'. Si protesta inoltre contro la privatizzazione dei servizi pubblici e la prosecuzione dell’affido ad aziende che hanno dimostrato inadeguatezza sia nella gestione dei servizi sia nel rapporto con i lavoratori. Insieme a loro sul Colosseo anche una delegazione dei lavoratori del commercio, che ha calato uno striscione contro il rinnovo del contratto nazionale: "Non a mie spese".

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Torino - Mazze, bastoni, manici di piccone, uova con vernice, fumogeni e quattro secchi di letame sono stati sequestrati questa mattina dalla polizia su un furgone presente al corteo di studenti, precari e sindacati di base che è in partito poco fa da piazza Arbarello e al quale poco fa si sono aggiunti gli studenti universitari arrivati da Palazzo Nuovo. Nella notte sono stati danneggiati diversi impianti semaforici a Torino, ora ripristinati. Vicino ad uno è stato trovato un volantino No Tav.

Firenze - A Firenze sono scesi in piazza circa 2.000 tra studenti e lavoratori. ’Se ci tolgono la cultura noi blocchiamo la città. L’istruzione è pubblica non si vende', urlano durante il corteo che sfila guardato a vista dalle forze dell’ordine rimaste a distanza. Traffico in tilt sui viali nonostante il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ieri sera avesse invitato i cittadini a lasciare a casa le auto. ’Lo stato uccide ancora. In Francia è battaglia ovunque organizziamoci anche noi. Ciao Remì", si legge su un lenzuolo posizionato sopra un’impalcatura di fronte alla Prefettura di Firenze.

Palermo - Lancio di fumogeni e uova durante il corteo studentesco a Palermo, partito da piazza Politeama e composto da migliaia di giovani provenienti da tutte le scuole. Qualcuno indossa la maschera di Anonymus, simbolo dei movimenti di protesta di tutto il mondo. Presa di mira anche la sede di Unicredit, bersaglio del lancio di uova. La mobilitazione, battezzata «Blocchiamotuttoday», e caratterizzata da blocchi stradali, con conseguente paralisi del traffico in vari punti del centro, è stata organizzata dal coordinamento studenti medi in occasione dello sciopero generale nazionale, per contestare le politiche sociali e del lavoro del governo, e manifestare «la ferma opposizione alla riforma scolastica».

Napoli - Sindacati di base, precari, disoccupati, centri sociali e studenti del capoluogo e della provincia sono scesi in piazza a Napoli per lo ’sciopero sociale'. Un secondo corteo, partito da piazza Mancini, a pochi passi da piazza Garibaldi e la stazione centrale, di oltre duemila persone ha intonato cori contro il presidente del Consiglio ("Se la merda fosse oro, Matteo Renzi che tesoro") e contestando il Jobs Act, ("ciò che di peggio si poteva immaginare per creare lavoro"), lo Sblocca Italia e la riforma della scuola. Alcuni tra gli organizzatori annunciano la volontà di bloccare il raccordo autostradale di
corso Arnaldo Lucci. Nelle prime file, dietro lo striscione ’Napoli sciopera per il reddito e il salario minimo europeo", gli studenti cantano "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città". Qualche petardo è stato fatto esplodere prima della partenza del corteo poi in migliaia hanno raggiunto la rampa d’accesso della Tangenziale a Corso Malta, bloccando il traffico veicolare e dirigendosi verso i caselli autostradali. 

Bologna - Studenti e lavoratori precari sono scesi oggi in piazza a Bologna, insieme ai sindacati di base. Ma gli universitari del coordinamento Link hanno iniziato lo sciopero di 24 ore già a mezzanotte, ’sigillando' simbolicamente, con un nastro bianco e rosso, gli ingressi delle facoltà di giurisprudenza, di lettere e di medicina, incrociando le braccia e spiegando le loro motivazioni. È mezzanotte ed in via Belmeloro Alessio dice di voler fare l’avvocato, chiede l’anticipo del praticantato, vuole ottenere un contratto collettivo nazionale, il diritto alla retribuzione e alla formazione professionale per tutti i praticanti. All’una in via Zamboni 38 Sara ha spiegato di voler fare l’insegnante e chiesto la stabilizzazione dei precari della scuola. Un blitz pacifico e a volto scoperto, dunque, durante il quale i ragazzi hanno parlato delle loro aspettative per il futuro. Alle 2 Lorenzo, braccia incrociate davanti al dipartimento di Anatomia in via Irnerio 48, ha rivendicato l’aumento delle borse di specializzazione.
Lui vuole lavorare in un sistema sanitario pubblico con l’adeguato numero di medici e personale per garantire la qualità dei servizi. Gli studenti di Link Bologna, non in campo dunque per «costruire l’opposizione sociale ad un governo Renzi che tenta di usare il loro dramma e la loro condizione per imprimere un’accelerazione nelle politiche di precarizzazione del lavoro e riduzione dei diritti, ispirate da Confindustria e da una cieca subalternità ai fallimentari trattati europei». Alle 10 sono scesi in Piazza Re Enzo per partecipare al corteo con i loro colleghi e compagni di studi.

Genova - Alcune uova contro la sezione del Pd di Sampierdarena in piazza Montano sono state lanciate dallo spezzone della Fiom che era partito questa mattina da piazza Massena a Cornigliano. Tutti i cortei si sono poi ritrovati in piazza Caricamento per i comizi conclusivi. «Questo corteo - ha detto Bruno Manganaro, segretario della Fiom Cgil di Genova al termine della manifestazione - è la nostra risposta a Renzi e alla sua arroganza visto che dice che non si sa a cosa serva il sindacato». «Noi lottiamo e scioperiamo per difendere i diritti - ha aggiunto - e per impedire che le manovre del governo, dal Jobs Act alla legge finanziaria, diventino un’altra sberla ai lavoratori perché è chiaro che il governo Renzi ha un solo scalpo da portare a Bruxelles, quello dei lavoratori, dei precari e dei pensionati e questa è una delle tante risposte che la Cgil con tutte le sue categorie danno al governo. E non sarà l’ultima».

Cosenza - Un corteo di studenti sta attraversando le vie della città di Cosenza. I giovani protestano contro le scelte economiche operate dal Governo e contro la scuola pubblica. Al gruppo si sono uniti esponenti dei centri sociali e del Comitato Prendocasa. Diverse strade cittadine sono state chiuse al traffico, con notevoli disagi per la circolazione. L’Anas ha reso noto che è stato chiuso anche lo svincolo di Cosenza sud dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.

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Commenti all'articolo

  • zydeco

    15 Novembre 2014 - 00:12

    Eh gia'. E' proprio quello che ha bisogno l'Italia ora. Unpo' di scioperi generali, i sindacati che fanno laguerra al governo in favore di non si capisce chi, gli studenti che invece di di studiare si ingegnano a fare casino e, dulcis in fundo, (devo tradurre per gli studiosi studenti?), una magistratura e politica ridicole. Welcome to Italia!

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  • burago426

    14 Novembre 2014 - 19:07

    io ho un sistema per contrastare i centri sociali, niente lacrimogeni, ma aubotti piene di letame liquido, così se hanno le maschere non potranno più vedere niente quando gli arriverà una manganellata e avranno dopo i volti scoperti. Imparate da loro visto che tirano le vernici.

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  • alkhuwarizmi

    14 Novembre 2014 - 19:07

    Non sono riuscito a leggere tutto l'articolo, è bastata la parte iniziale. Cobas, Cub, Usi, Fiom e Cgil, precari, lavoratori autonomi, studenti, centri sociali, migranti, tutti insieme per bloccare il Paese. Contro la politica del cialtrone Renzi-superstar. Gli uni e l'altro, pensa nelle mani di chi siamo. L'Italia al tracollo.

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  • burago426

    14 Novembre 2014 - 19:07

    se i professori sono di sinistra è detto tutto. Tuuti all'Università, per far numero. Se mandassero a casa chi non ha voglia di studiare ma solo fare casino, vedete quanti soldi risparmiati sulla scuola. Ma loro chiedono, loro pretendono, tanto non pagano, anzi magari sono i primi della lista per le borse di studio, perchè famiglie nullatenenti, oddio, così dicono.

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