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Indagini e scandali

Vaticano, Nuzzi: abusi sessuali nella scuola di Emanuela Orlandi

Un giovane fu vittima di un prof, forse un prete, che insegnò anche alla ragazza scomparsa misteriosamente a Roma il 22 giugno 1983

Vaticano, Nuzzi: abusi sessuali nella scuola di Emanuela Orlandi

di Gianluigi Nuzzi

Nell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi irrompe una novità che potrebbe condizionare i passi dell’indagine. Una decina di giorni fa infatti sono stati sentiti quattro testimoni che avrebbero tutti confermato come negli anni in cui la giovane frequentava la scuola di musica della basilica di Sant’Apollinare, un loro amico abbia subìto ripetuti abusi sessuali da diverse persone collegate tra loro. Tra questi, un professore della scuola - sembra che si tratti di un sacerdote - che aveva anche insegnato a Emanuela prima che sparisse. Sembra quindi che la pista sessuale assuma, mese dopo mese, sempre più corpo in questo ultimo troncone dell’inchiesta che da trent’anni cerca di trovare verità sulla misteriosa scomparsa. Emanuela sparì dopo la lezione di musica. Venne riaccompagnata nel complesso della basilica, venne portata via in auto? O, forse, mai uscì da Sant’Apollinare? Sono domande che si ripetono. Non abbiamo una risposta certa ma gli inquirenti della squadra mobile della capitale ritengono che di certo la studentessa si fidò di qualcuno che conosceva. Era troppo schiva, attenta e seria per poter accettare inviti da sconosciuti. 

I sospettiAdesso la storia di questo abuso che seppur ormai caduto in prescrizione dà conferma a certi sospetti su chi frequentava la basilica o l’istituto di musica. La procura sta infatti verificando non solo i seminaristi che in quegli anni, per l’accusa, venivano ospitati dal rettori in camerette attigue, ma anche i professori. Tra loro ci sarebbe stato chi «amava le ragazzine - spiega una fonte - i ragazzini per qualche appuntamento inconfessabile». Tra l’altro questa ultima storia è particolarmente drammatica. Sembra infatti che il giovane frequentante della scuola fosse arrivato lì in una situazione di profondo disagio. Il padre lo aveva iscritto al corso di musica per dargli sollievo dopo l’improvvisa morte della fidanzata, rimasta vittima di uno scioccante incidente stradale. Così lo studente e il padre erano convinti che la musica gli avrebbe fatto bene. Il professore avrebbe invece approfittato di questa situazione di bisogno, utilizzando il disagio del minore come leva per ottenere prestazioni sessuali. 

Una storia nemmeno commentabile che ha segnato questo uomo per tutta la vita. Ancora oggi ha difficoltà relazioniali. Certo se si tratta di una diabolica coincidenza o di qualcosa di diverso è ancora presto per dirlo. Sarebbe comunque interessante sapere - ad esempio - se don Vergari, appunto il rettore della basilica - era a conoscenza delle perversioni sessuali di almeno un professore, forse persino sacerdote, che frequentava la scuola. 

Telefonata eroticaNé bisogna dimenticare la telefonica erotica che qualche anno fa proprio don Vergari ebbe con un ex seminarista che dopo esser arrivato dall’estremo oriente venne ospitato in una struttura nell’alto lazio proprio di Vergari. Nella telefonata, intercettata dagli inquirenti, il giovane sacerdote si masturbava raccontando e descrivendo all’ex rettore di Sant’Apollinare l’autoerotismo, alludendo a «yogurt», «latte» e grossi ortaggi. Vergari cercava di cambiare discorso, non accondiscendendo alle sollecitazioni del suo ex discepolo che insisteva per poter ancora dormire insieme, vicini. 

Ancora nessuna novità invece dall’analisi delle ossa, oltre 250 mila frammenti recuperati sotto la cripta di Sant’Apollinare dove si è scavato nel maggio scorso nella speranza di ritrovare segni della Orlandi o di Mirella Grigori, l’altra romana scomparsa nello stesso periodo da casa sempre nella capitale. Dal laboratorio Labanoff dell’istituto di medicina legale di Milano dove si stanno verificando tutti i reperti si aprono i sacchi di ossa compiendo verifiche per sesso, età e periodo storico su quelle che potrebbero appartenere alle due ragazze. Ma purtroppo finora ogni controllo, con approfondimento anche in strutture per la datazione delle ossa americane, ha dato esito negativo.

gianluigi.nuzzi@la7.it

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