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Tasse e malagiustizia

Giustizia, fallisce per pagare Equitalia: accusato per bancarotta, ora viene assolto

Una cartella esattoriale di 12 milioni di lire lievita fino a 240 mila euro.

Mario Monti

Monti ci condanna a Equitalia

Un calvario durato vent'anni e che in parte prosegue ancora oggi. E' quello che ha vissuto un imprenditore di Fara Gera D'Adda, nel bergamasco, accusato di bancarotta fraudolenta per distrazione. In pratica, secondo l'accusa Giovanni D., questo il suo nome, avrebbe pilotato il fallimento della propria azienda, dalla quale avrebbe sottratto dei soldi. Che però l'uomo avrebbe utilizzato, non per soddisfare chissà quali capricci, ma per sanare un debito con Equitalia, che dai 12 milioni di lire iniziali è lievitato fino a raggiungere la cifra monstre di 240 mila di euro. Ora l'uomo è stato prosciolto da ogni accusa, su richiesta dello stesso pm. 

Un debito non suo - La storia, che l'imprenditore ha raccontato a Il Corriere della Sera, ha dell'assurdo: titolare, insieme ad altre due persone, di un caseificio, lascia l'azienda nel 1993 e, nel 1994, con i prorpi risparmi apre un'azienda di elettronica con la moglie. E qui iniziano i guai. L'uomo, formalmente, fa ancora parte della vecchia società, dove ha lasciato la sua firma. E' la sua rovina. Alla vecchia azienda viene recapitata una cartella esattoriale di 12 milioni di lire alla quale deve provvedere lui, poiché gli altri non hanno beni.

Un calvario durato vent'anni - L'imprenditore non si tira indietro e prova a saldare il debito: svende due immobili, paga tutti i dipendenti, i creditori e un mutuo contratto con la banca. Mancano da saldare ancora 80 mila euro, così pensa di vendere il capannone, che valeva 355 mila euro. Nel 2010, però, l'ennesima beffa: pignoramento cautelativo del capannone e fallimento coatto per l'imprenditore. Quindi, come se non bastasse, l'accusa per bancarotta fraudolenta: secondo i magistrati, aveva sottratto i soldi alla sua attività per fini personali. Ora, è riuscito a dimostrare la sua innocenza: quei soldi sono serviti per pagare Equitalia. Magra consolazione: l'imprenditore deve ancora allo Stato 62 mila euro, oltre a dover ancora saldare ben due mutui di 252 mila euro complessivi. Totale: 314 mila euro.

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Commenti all'articolo

  • Baronedel Carretto

    23 Aprile 2013 - 15:03

    Gli statali hanno rovinato la vita a quest'uomo onesto con richieste di soldi da usura. Avesse avuto la possibilità di trattare e sanare il debito avremmo un'azienda in più, con più dipendenti che pagano le tasse, soldi che girano e tasse indirette, e felicità per tutti. Invece così solo sangue per accontentare i vampiri delle imposte.

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  • giggino1977

    30 Marzo 2013 - 11:11

    Nulla d'aggiungere.

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  • Libero Di Rino (LDR)

    29 Marzo 2013 - 22:10

    In questo periodo di crisi delle imprese e delle famiglie, occorre un condono fiscale facendo pagare solo il debito dovuto e togliere i poteri agli usurai di Equitalia i quali sono autorizzati dallo Stato a far crepare la gente.

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  • gyxo

    29 Marzo 2013 - 21:09

    La magistratura non interviene contro questa setta di bastardi che fa capo a DISEQUITALIA?Questi sono fascisti legalizzati con licenza statale di dissanguare anche chi ha perfettamente ragione.Addio giustizia!Bonjour tristesse.

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