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Manette ai giornalisti

I giudici vogliono mettere in carcere il direttore di Panorama

Mulè e un redattore condannati in primo grado per aver diffamato il giudice Messineo. Negata la sospensione della condizionale

Giorgio Mulè, direttore di Panorama

Giorgio Mulè, direttore di Panorama

Dopo il caso di Alessandro Sallusti, arrestato e messo ai domiciliari per un articolo di Renato Farina pubblicato su Libero quando era direttore e poi graziato da Giorgio Napolitano, rischia di finire in carcere anche il direttore di Panorama Giorgio Mulè e l'autore dell'articolo Andrea Marcenaro.
A riportare la notizia è proprio il Giornale diretto da Sallusti. Mulè e Marcenaro sono stati condannati in primo grado per aver diffamato il giudice Francesco Messineo. Il pezzo incriminato riguardava la situazione disastrosa della Procura di Palermo. Ma quando lo stesso procuratore Messineo e il suo ex vice, Ignazio De Francisci, sono stati interrogati al riguardo, hanno riferito un quadro simile se non peggiore, visto che hanno parlato di una Procura segnata da "una funesta tradizione di divisioni", dove i magistrati devono fare "lo slalom tra le faide", tra giudici di sinistra e moderati, che bloccano l'attività dell'ufficio.
Tant'è. Il giudice milanese Caterina Interlandi ha sentenziato: un anno di carcere a Marcenaro e otto mesi a Mulè per omesso controllo. Negata a entrambi la sospensione condizionale perché già condannati in passato (Mulè a una ammenda 8 anni fa). Condannato, ma con la condizionale, anche un collaboratore del settimanale. Ora la sentenza deve passare al vaglio dell'Appello e della Cassazione. 

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Commenti all'articolo

  • Argonauta

    07 Ottobre 2013 - 06:06

    Siamo tornati al tempo del biennio rosso la guerra civile dimenticata 1919 - 1921 nel quale le leghe rosse e bianche spadroneggiavano,ammazzavano, vessavano,schiavizzavano il popolo

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  • honhil

    24 Maggio 2013 - 07:07

    Panorama racconta delle lotte intestine presso la procura di Palermo. E quel procuratore si sente delegittimato. E allora? Se è vero, come è vero, che la notizia pubblicata è vera, a delegittimarlo sono i suoi stessi collaboratori. Stretti o meno stretti. Eppure, lui querela e il tribunale di Milano condanna. E’ un film visto e rivisto. No, è qualcosa di diverso e molto inquietante: è un abuso di potere. Che soltanto un Parlamento imbelle può continuare a tollerare. Perché? Quale inquietante clava lo minaccia?

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  • petra9035

    23 Maggio 2013 - 21:09

    Quel parassita dovevano penzolarlo dal soffitto.

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  • rossini1904

    23 Maggio 2013 - 17:05

    Questa sentenza dimostra che la Magistratura ha perso ogni freno inibitorio. Randella e manganella soltanto in una direzione, a destra. Sta mettendo il bavaglio alla stampa di destra. Sta ponendo le premesse per togliere dalla circolazione il leader del centro-destra. Quel Berlusconi che la sinistra non riesce a sconfiggere col metodo democratico delle libere elezioni. Prendiamone atto. È in corso un vero e proprio colpo di Stato strisciante. Ed i protagonisti non sono generali e colonnelli, ma giudici e pubblici ministeri.

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