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La storia

"La prego, bocci mio figlio:
così troverà un lavoro"

I paradossi della riforma di Letta in una telefonata ricevuta da una docente: "Non gli faccia passare la maturità, almeno non sarà più in nero"

"La prego, bocci mio figlio:
così troverà un lavoro"

E' più importante un diploma o un lavoro? E' questa la domanda sulla quale ci troviamo a ragionare dopo l'approvazione del pacchetto lavoro firmato Letta. Sulla Stampa Gramellini riporta la storia di una professoressa di italiano che racconta di una telefonata ricevuta. Dall'altra parte della cornetta c'è il padre di un suo alunno alle prese con la maturità. L'obiettivo della chiamata non è una raccomandazione in vista dell'esame orale, anche perché lo studente è uno dei migliori della sua classe. Al contrario il genitore chiede alla professoressa di bocciare l'adolescente. Il motivo? E' presto detto. Il volenteroso ragazzino durante l'anno si era diviso fra lo studio e un lavoro nero in una pizzeria che potrebbe trasformarsi in una assunzione con tanto di contratto stabile, grazie alla nuova legge sul lavoro, ma se solo il ragazzo non avesse il diploma (questo, infatti, uno dei requisiti con cui accedere agli incentivi). "La maturità potrà prenderla l'anno prossimo", ha insistito il genitore davanti alla perplessità della docente. Che alla fine ha attaccato con l'amletico dubbio: fare il proprio dovere e promuovere lo studente trasformandolo in un disoccupato? O bocciare un ragazzo meritevole per consentirgli di ottenere il posto?  La lettera del prof si chiude così: "Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l'abbandono scolastico. È l'ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l'anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro". 

Peccato che siano tutti caduti in un tranello. In realtà nel pacchetto non si dice che per accedere agli incentivi per l'assunzione i giovani tra i 18 e i 29 anni non debbano essere diplomati ma devono avere solo una di queste tre caratteristiche: essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, essere lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico. 

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Commenti all'articolo

  • libero

    28 Giugno 2013 - 09:09

    Dopo evre avuto l'infelice destino della vista del fantomatico tecnico bocconiano.ora ho la disgrazia di trovarmi dinnanzi agli occhi la faccia di plastica di letta con quel mezzo sorriso ebete mentre ci spara le piu' grandi cazzate,tanto piu' gia'indegne per una persona normale.tanto piu' in quanto ''capo si stato'' si fa per dire.quale tradizione italiota,continua la reiterata presa in giro di tutti noi cittadini:i suoi aumenti di tasse,si chiamano arrotondamenti e cio' che ha sbandierato a Bruxelles come azione per l'occupazione dei giovani,costituisce un'altra presa in giro idiota, anche dell'Europa perche' questi giovani,devono essere quasi analfabeti,disoccupati da almeno sei mesi e vivere da soli con persone a carico.A questo punto sarebbe doveroso sottoporre letta e i suoi ministri ad una visita psichiatrica e messi a riposo in una comunita' protetta impediti a nuocere ulteriormente.

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  • highlander5649

    27 Giugno 2013 - 19:07

    la speculazione e la discriminazione tra i dipendenti a tempo pieno con una certa aanzianità i datori di lavoro saranno allettati dal basso costo e cercheranno tutte le vie per diminuire il costo lavoro che si riflette anche fiscalmente con l'irap.( l'introduzione dell'irap ha favorito l'espandersi del lavoro temporaneo dei contoterzisti a catena con paghe basse e ricerca di personale non ultraventiquattrenne lasciando a piedi tutti gli altri. come rimediare? favorendo l'apprendistato in azienda assuntrice o in aziende similari fino al completamento del ciclo con esame finale completo di prova pratica per il completamento del tirocinio. inoltre si dovrebbe favorire il lavoro a contratti lunghi 3 o 4 anni prorogabili con contribuzione ridotta di 4 o 5 punti percentuali rispetto ai contratti brevi.. di soluzioni ce ne sono tante basta un po' di volontà politica sopratutto (quella è avulsa da ogni problema)

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  • ubik

    27 Giugno 2013 - 18:06

    è più importante un diploma o un lavoro? Aspettate che il governo risponda a questa domanda con una legge? Aspettate che vi dica anche cosa volete fare da grandi? :)

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  • unarosa?unarosa

    27 Giugno 2013 - 18:06

    Di fronte alla domanda che lei vorrebbe porre al ragazzo,quest'ultimo potrebbe risponderle che non vorrebbe vedersi negato il diritto allo studio,in quanto se continuasse a studiare pur lavorando,al conseguimento del diploma o della laurea verrebbe licenziato,che non è giusto porgli un 'aut aut' che limita la sua libertà e che fa venir meno nella sostanza un dettato costituzionale,oltre a costituire un limite alla libertà individuale e al diritto a migliorare culturalmente se stessi.

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