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Il Catechismo insegna

Papa Francesco e i gay: nessuna apertura, ecco cosa ha detto davvero

I media sottolineano le frasi "rivoluzionarie" di Sua Santità sugli omosessuali. Ma sbagliano: Bergoglio è in perfetta linea con la dottrina cristiana che parla di "prova da sopportare" e "castità"

Papa Francesco e i gay: nessuna apertura, ecco cosa ha detto davvero

Papa Francesco ha aperto ai gay nella Chiesa cattolica. E qualcuno parla già di possibile "lassismo" nei confronti delle unioni civili tra omosessuali. Ma è proprio così? Certo, basandosi su alcuni passaggi "scelti" del colloquio tra il Pontefice e i giornalisti sull'aereo che riportava tutti in Italia da Rio De Janeiro parrebbe di sì: "Se uno è gay e cerca il Signore, chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli". La maggioranza della stampa online (e sarà così anche martedì mattina, sulle edizioni cartacee), hanno dato peso a questo passaggio. "Tolleranza", "nessuna discriminazione". Abbastanza per far gridare alla rivoluzione. Epperò Bergoglio ha detto altro, pochi secondi dopo: "Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene". Il discorso del Papa, sebbene confidenziale, è più profondo e, soprattutto, tradizionalista. In perfetta linea, cioè con il Catechismo.

Cosa dice il catechismo - E basterebbe leggerlo, il Catechismo della Chiesa cattolica per capire che quello di Sua Santità è anzi un fortissimo richiamo alla dottrina. All'articolo 2357, per esempio, si legge che "gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati" [Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Persona humana, 8]. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati". La "non approvazione", naturalmente, non impedisce la carità cristiana, la solidarietà, e l'obbligo per il pastore di assistere spiritualmente l'omosessuale. L'articolo successivo sottolinea proprio questo punto: "Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione". Il passaggio chiave, però, è quello contenuto nell'articolo 2359: "Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un'amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana". Ecco il senso di quel "quando uno si trova perso così va aiutato". Il Papa distingue tra un'omosessualità "cattiva", quella delle lobby, è un'omosessualità "perbene", quella vissuta come una "prova" dal cristiano, alla ricerca del giusto equilibrio spirituale. Da qui a parlare di "aperture" ce ne passa. Figurarsi nominare unioni civili tra gay.

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Commenti all'articolo

  • dx

    10 Agosto 2013 - 11:11

    del benestare del papa... vi manca la terra sotto i piedi se non avete il suo consenso per essere quel che siete?... w la società civile che, seppur con tutti i propri difetti, è molto più saggia e sensibile di questi secolari, antichi oppressori.

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  • liberoforse

    01 Agosto 2013 - 18:06

    Perchè la chiesa non si limita a considerare gli omosessuali alla pari di tutti gli altri uomini e donne del mondo e cioè figli dello stesso Dio che essendo onnipotente e infallibile ha voluto creare una varietà meravigliosa di persone ,ognuna con le sue caratteristiche .In caso contrario, si crede che il solo fatto di esistere degli omosessuali sia da considerare un errore di Dio stesso. chi dice questo si scontra con le basi stesse del credo cattolico cristiano .In ogni caso se credete alla favola di Adamo ed Eva potete credere a tutto , anche al fatto che non bisogna essere omosessuali, come bastasse volere non esserlo, perchè si fa peccato.

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  • mubarak

    01 Agosto 2013 - 06:06

    Aveva ragione il compianto Sen. Tremaglia sono solo culattoni.

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  • KING KONG

    31 Luglio 2013 - 12:12

    devo darti ragione la natura è stata cattiva...con te...doveva dotarti di un cervello umano invece ti ha dato un cervello da gallina....e se ti sembra un'offesa dovresti vedere le galline

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